I vescovi italiani sulla famiglia, dopo Verona

"Riusciamo a dividerci su tutto, a contrapporre le piazze, persino su un tema prioritario come quello della famiglia, sul quale paghiamo un ritardo tanto incredibile quanto ingiusto". Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei (Conferenza episcopale italiana), non ai è sottratto al tema del giorno in apertura dei lavori del Consiglio episcopale che richiama alla "sinodalità", cioè dell'unità, secondo le indicazioni del Papa. "Ma come si fa - si è chiesto subito Bassetti - a dimenticare che, anche negli anni più pesanti della crisi, proprio la famiglia ha assicurato la tenuta sociale del Paese? E oggi non è forse ancora la famiglia e per tutti la principale opportunità di riscatto?".


Non ha sorvolato su cause, crisi, disfunzioni l'Arcivescovo di Perugia che vive in prima persona il disagio attuale, mentre appena si tirano le somme sul controverso Convegno di Verona. Quindi affonda il dito nella piaga nel tentativo indispensabile di portare rimedi e correzioni che i Vescovi del Consiglio nei prossimi tre giorni di dibattito, fino alla Conferenza stampa del Segretario generale Ru​sso, cercheranno di individuare. Intanto Bassetti non si esime dal dare le direttive. "Le istituzioni pubbliche - afferma - non possono fare finta che la famiglia sia solo un fatto privato". Non lo è. Perché? "Ciò che avviene tra i coniugi e con i figli è un fatto sociale; e ogni essere umano che viene ferito negli affetti familiari, in un modo o nell'altro, diventerà un problema per tutti". "Nessuno resti sordo alle domande di sostegno in campo educativo, formativo e relazionale, che salgono dalle famiglie" Nessuno può farlo. Nessuno può esimersi. "Il cuore di ciascuna di esse - spiega - è l'amore delle persone che la compongono e che, in virtù di questo amore, stringono alleanza davanti agli uomini e - per noi credenti - nel Signore".


Il Cardinale va nel concreto, nel cuore delle cose. E dà indicazioni. "Se non vogliamo rassegnarci al declino demografico, ripartiamo da un'attenzione reale alla natalità; prendiamoci cura delle mamme lavoratrici, imparando a riconoscere la loro funzione sociale; confrontiamoci con quanto già esiste negli altri Paesi del Continente per assumere in maniera convinta opportune misure economiche e fiscali per quei coniugi che accolgono la vita" E specifica che "vanno in questa direzione diverse proposte avanzate anche dal Forum delle Associazioni Familiari". Quali? Indica il cardinale: "la famiglia è il termometro più sensibile dei cambiamenti sociali: senza venir meno ai principi - visto che la famiglia non è un menù da cui scegliere ciò che si vuole - aiutiamoci a mettere a punto un pensiero sulla famiglia per questo tempo. Chi fosse sinceramente disponibile a questo passo - che è condizione per una società migliore - ci troverà sempre al suo fianco, forti come siamo di una ricca tradizione di cultura della famiglia". Risponda dunque, sia o no reduce dal dibattito veronese.

E i giovani? Sono loro il cuore della società, il fulcro della famiglia. Bassetti affronta il problema. "La nostra passione educativa ci deve spingere a far crescere in loro il desiderio di intraprendere, di essere generativi, di tessere reti comunitarie e relazionali. La dignità umana si costruisce attraverso il contributo che anche ciascuno di loro è chiamato a offrire al bene comune. Non per nulla dalla Settimana Sociale dei Cattolici Italiani di Cagliari ci siamo portati via il concetto di lavoro degno, espresso dall'Evangelii gaudium con quattro aggettivi: libero, creativo, partecipativo e solidale". In questo modo le persone all'appartengono alla cittadinanza, non con semplici atti legislativi...




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