Editoriale #129


Il PD di Zingaretti, dopo aver rinunciato ad essere il partito egemone della sinistra e del Paese - come vagheggiato per un decennio da Veltroni prima e da Renzi poi - ritorna all'antico...

Il PD in questa fase storica caotica di trasformazione rapida deve semplicemente rappresentare il tronco della sinistra, su cui convergono tutti 'i cespugli'. Il traguardo minimo per ora deve attestarsi sul 23% (cioè un quarto) degli elettori, e pare a portata di mano. Per diventare egemoni - anche in senso gramsciano - occorre avere come minimo una ideologia chiara e riconosciuta vincente e leader più che autorevoli. Per questo si può aspettare...

Noi per Armando Siri, sottosegretario alle infrastrutture e ai trasporti, non verseremo lacrime. Ci interessa chiarisca i suoi rapporti con il lobbista Franco Arata che stranamente per telefono gli promette una mazzetta qualora favorisca un emendamento, poi non passato, a favore di tutti i piccoli produttori di energia elettrica dall'eolico...

Ci interessa sapere se ha o meno intascato mazzette per favorirne gli interessi a discapito del bene comune. In Parlamento tutti sono legittimamente lobbisti e portatori di interessi partigiani: compito della Procura deve esser quello di verificare il non oltrepasso dei limiti di legalità di questo comportamento di per sé legittimo. E ci interessa sopratutto sapere se tra questi interessi ci sarebbero quelli di Matteo Messina Denaro, capomafia, come ipotizzano gli inquirenti. Ma per ora c’è solo un avviso di garanzia, non un rinvio a giudizio. Certamente la procura ne avrebbe chiesto l'arresto cautelare per non poter inquinare le prove se fosse convinta al di là di ogni ragionevole dubbio della sua colpevolezza.


Matteo Salvini, testa di leone e cuore di coniglio, ormai è consapevole che doveva rompere col M5S sulla TAV due mesi fa, e non ora per il Sig. Siri, troppo tardi...

Addirittura il premier Conte, signor Tentenna, pretende le dimissioni di Siri, e - firmando così la sua condanna -, dimostra un coraggio inaudito, che nessuno gli avrebbe attribuito dopo un anno trascorso a navigare a vista nel porto delle nebbie...


Ancora un segnale positivo dall’economia italiana, dopo la sorpresa del Pil del primo trimestre cresciuto dello 0,2 % (mentre solo a dicembre scorso il premier avvocato e Di Maio ministro incompetente dello sviluppo... avevano annunciato a ben +1%).

Nel mese di aprile, l’indice PMI manifatturiero calcolato da IHS Markit è a quota 49,1, sopra le attese degli analisti che indicavano 47,7 e in crescita rispetto al risultato di marzo, pari a 47,4. Il dato resta tuttavia sotto la fatidica soglia dei 50 punti, a indicare ancora e comunque contrazione dell’attività economica.


Francia: i gilets gialli sempre contro Macron. Metà Paese è con loro. La Francia è in uno stato insurrezionale simile alla Polonia di Solidarnosh trenta anni fa. Ma lo spread (dei titoli di stato francesi comparato con quelli tedeschi) è sempre bassissimo sotto i 50 punti. L'Italia è comunque sopra 250... Perchè?

L’Italia è ancora distante dall’obiettivo sul lavoro di Europa 2020. Il nostro paese è tra gli ultimi per livello di occupazione in Europa insieme agli altri stati del sud, mentre le più alte percentuali di occupati si trovano in paesi del nord e dell’est UE.

A fare il punto sul lavoro è la Fondazione OpenPolis, che evidenzia anche come nel Belpaese ci sia da fare i conti con differenze regionali (il Nord, come da copione, lascia indietro la parte bassa dello Stivale che continua ad arrancare) e di genere (divario occupazionale tra uomini e donne in miglioramento ma ancora preoccupante). Enorme il gap interno: ben 35 i punti di differenza dividono il tasso di occupazione della provincia di Bolzano (79%) e quello della Regione Sicilia (44%). In tutte le regioni del sud Italia, l’occupazione femminile si ferma al di sotto del 50%...


Amministrative siciliane di difficile interpretazione per il gran numero di liste civiche.

Si può dire che M5S arretra ma la Lega non sfonda...

Il Movimento 5 Stelle perde due comuni che già amministrava (Gela e Bagheria) ma va al ballottaggio in altri due (Caltanissetta e Castelvetrano). La Lega elegge un sindaco in uno dei comuni minori (Motta Sant’Anastasia) e va al ballottaggio in altri due (Gela e Mazara del Vallo); il partito di Matteo Salvini non sfigura in una terra tradizionalmente poco favorevole, raccogliendo mediamente circa il 10% dei voti come lista; ma la Lega da sola non è molto competitiva, ottiene risultati migliori in coalizione con gli altri partiti di centrodestra.

Più complessa da decifrare la situazione del Partito Democratico, anche se il centrosinistra (con candidati più o meno “civici”) si dimostra competitivo vincendo al primo turno a Bagheria e Aci Castello e andando al ballottaggio in altri tre comuni superiori.



Il Partito socialista di Sanchez si è imposto nettamente come primo partito con 123 seggi, quasi doppiando il conservatore Partito popolare che crolla rispetto al voto precedente e prende solo 66 seggi, quasi raggiunto da Ciudadanos (C's) con 57 seggi.


Europa: italiani da favorevoli a disincantati.

Il 59% degli italiani afferma che sono pochi e quasi nulli i benefici legati alla appartenenza dell’Italia all’Unione europea ma nonostante ciò alla domanda “se l’Italia dovrebbe uscire dall’Euro e dalla zona euro e tornare alla Lira” il 66% risponde di no. Una percentuale che arriva al 98% nel caso degli elettori del PD...

Ma è soprattutto all’interno dell’elettorato del governo giallo-verde che le percentuali sono divise: il 62 per cento degli elettori leghisti è contro l’Euro, mentre il 53% di quelli pentastellati no. I numeri sono quelli del sondaggio realizzato da Scenari Politici per WinPolis srls.


Huawei: fatturato in volata nel primo trimestre (+39%).

Nonostante le pressioni politiche da parte degli Stati Uniti, il colosso cinese delle TLC Huawei ha riportato, nel primo trimestre 2019, un aumento del fatturato del 39% a 179.7 miliardi di yuan. La società ha confermato, per lo stesso periodo, di aver consegnato 59 milioni di smartphone, in crescita spettacolare dai 39,3 milioni dello stesso periodo del 2018...

La Libia è persa: il mondo sta con Haftar e l’Italia è rimasta sola e dalla parte sbagliata.

Il premier Giuseppe Conte si dichiara equidistante da Al Sarraj (presidente a Tripoli riconosciuto dall'ONU) e da Haftar (ex generale di Gheddafi, l'uomo forte appoggiato da Stati uniti, Russia, Arabia Saudita, Egitto, Francia).

La rabbia del governo di Tripoli rispetto alla comunità internazionale come sempre guidata dai principi di RealPolitik: "Voi appoggiate un terrorista e traditore"...

Ma non servirà a nulla perché l'Italia non sa (ancora) qual è il suo posto nel mondo. Oscilla sempre tra velleità, nostalgia, timidezza, ambizione e provincialismo...

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