Il voto online conferma Di Maio: “Novità sui ruoli”



I militanti del M5S salvano Luigi Di Maio. Il voto sulla piattaforma Rousseau si è concluso ieri sera alle 20: l’80% degli iscritti ha risposto sì al quesito sulla «conferma del capo politico». Per lui 44.849 voti, contro 11.278. «Partecipazione record», esulta il blog delle stelle per i 56mila votanti, più delle altre volte. Quando Di Maio fu eletto capo nel settembre 2017, i votanti erano stati solo 37mila con 31mila a suo favore. «Una delle pagine più belle della storia di democrazia diretta del M5S», gongola il blog, «un record mondiale in un singolo giorno. Il sistema ha retto nonostante tre tentativi di attacchi di hacker».

Risultato scontato e previsto: la notizia semmai è che anche tra i militanti si è espressa un area di dissenso del 20%, uno su cinque. Di Maio festeggia su Facebook: «Vi voglio bene!». Ringrazia tutti, anche chi gli ha votato contro. «Non mi monto la testa, questo è il momento dell’umiltà. Ripartiremo più forti di prima. Per il M5S e per il governo italiano che sosteniamo». Il vicepremier legge quindi la fiducia come un sì a portare avanti l’esecutivo gialloverde. Ma anche come «il primo passo per avviare una profonda organizzazione del M5S, per renderlo più vicino ai cittadini e per rimarcare la nostra identità». Ci sarà dunque una «nuova struttura organizzativa», con deleghe sui vari dossier, compresa la «tanto discussa comunicazione», sotto il fuoco delle critiche. Di Maio farà riunioni con gli amministratori e parteciperà a tutte le assemblee regionali per mettere più radici al M5S. «Ora andiamo avanti uniti e compatti», twitta ottimista il ministro Alfonso Bonafede.

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Il vicepremier non fa in tempo a tirare un sospiro di sollievo che subito scoppia un’altra grana. Mentre Salvini bombarda i ministri grillini Danilo Toninelli (Trasporti), Elisabetta Trenta (Difesa) e Sergio Costa (Ambiente), un suo (ex?) fedelissimo, il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo, spara a zero contro la sua ministra. Già nell’assemblea dei parlamentari di mercoledì sera Tofalo era finito nel mirino delle critiche (insieme ad altri sottosegretari accusati di non rispondere alle chiamate dei deputati) anche per una eccessiva vicinanza alla Lega. Ieri in un post sui social ha manifestato le tensioni con Trenta, parlando di «scelte incomprensibili» del ministero «che hanno solo rafforzato, a causa di errori grossolani, l’influenza di capi e capetti del passato». «Ho cercato per un anno di stare accanto al ministro Trenta e di spiegarle che il nemico non è Salvini, ma chi, all’interno dell’apparato, vuole continuare ad agire senza l’indirizzo ed il controllo politico. Purtroppo, consigliata male, ha deciso di fare valutazioni diverse», lo sfogo di Tofalo che, già mercoledì sera, ha consegnato a Di Maio le dimissioni. Una scelta che i vertici del M5S stanno caldeggiando, dopo aver preso le distanze in modo molto netto dagli attacchi a Trenta (con una nota a nome anche dei parlamentari delle commissioni Difesa). «Le sue dimissioni non sono formali, deciderà il premier Conte», taglia corto Di Maio. Tra i parlamentari 5S che si occupano di Difesa arrivano però prese di distanza e parole di solidarietà per Tofalo: «Non si possono chiudere gli occhi su evidenti criticità alla Difesa», attacca il senatore Dino Mininno. Con lui anche Giovanni Russo e Francesco Castiello.

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