CSM: vanno cambiate le regole


Non ci sono delle mele marce. Purtroppo è il sistema correntizio che le valorizza e le impone...

Il Presidente Sergio Mattarella al CSM: "Quadro sconcertante, oggi si volta pagina"

Magistratura Indipendente ha emesso, l'8 giugno scorso, quando l'eversione di alcuni magistrati era nota a tutti, il seguente comunicato: «Magistratura indipendente, all'esito di un'ampia e partecipata assemblea, afferma l'esigenza del rigoroso rispetto dei profili etico professionali nell'esercizio delle funzioni di magistrato e di consigliere nonché l'impegno ad evitare, in futuro, ogni contatto con qualunque esponente politico estraneo al CSM, ancorché magistrato. All'esito della ricostruzione dei fatti fornita oggi dai consiglieri Lepre, Cartoni e Criscuoli rinnova loro la fiducia ed auspica la pronta ripresa delle loro attività consiliari».


Comunicato disonesto, ipocrita e stupido.

Disonesto, perché «la ricostruzione dei fatti» fornita dai partecipanti all'incontro era risibile, come chiunque (e figuriamoci dei magistrati) poteva comprendere e come ho dimostrato nell'articolo apparso su questo giornale l'11 giugno.

Ipocrita. Menzionare il «rigoroso rispetto dei profili etico professionali» in un contesto di vertici della corrente dediti ad accordi illeciti, ha il solo scopo di dissimulare connivenza e protezione.

Soprattutto stupido, perché professare «l'impegno ad evitare, in futuro, ogni contatto con qualunque esponente politico estraneo al Csm, ancorché magistrato» significa ammettere che questi contatti, tanto leciti da meritare «il rinnovo della fiducia», così leciti non devono essere stati considerati, visto l'impegno ad evitarli per il futuro. Il peggio è che la solidarietà di corrente le accomuna tutte, soprattutto quelle che fanno finta di scandalizzarsi. Dobbiamo riconoscere..., Talvolta ..., Avevo notato delle ombre tra i colleghi, mai immaginavo una cosa così... La questione morale quale doverosa riflessione centrale che richiederà comportamenti e decisioni rigorose, coerenti e concrete...»

Lo scoprono ora? In questi anni di inciuci, baratti, nomine annullate dal Tribunale amministrativo e dal Consiglio di stato (reiterate dal Csm in patente violazione dei giudicati); di arrogante e impunita appropriazione della funzione pubblica; questi virtuosi correntizzati o correntocrati dove erano? Com'è che queste banalità, da tutti conosciute e criticate nei corridoi di ogni tribunale o procura, nessuno ha mai pensato di dirle? Dove erano quando i posti di consigliere di Cassazione e di sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione venivano assegnati a pacchetto, 40 per volta, in modo da garantire la tranquilla spartizione tra le correnti, 10 a te, 8 a te, 11 a me e via dicendo? Dove erano quando la copertura dei posti più importanti veniva ritardata (anche per molti mesi, fino a più di un anno), in modo da raggiungerne un certo numero e aprire il banchetto del baratto? Dove erano tutti quelli che oggi esibiscono sulle mailing list la loro indignazione, quando Francesco Vigorito (Magistratura democratica), consigliere Csm, scriveva ai suoi sodali di corrente che era stato «opportuno politicamente piazzare una giovane collega» nel tal posto, che avevano (lui e gli altri soci) ceduto a «pressioni interne» e che però «sperava di non aver fatto un'ingiustizia troppo grossa?» Dove erano quando il Vigorito, finito il Csm, era stato a sua volta piazzato a fare il presidente del tribunale di Civitavecchia...?

Dove erano tutti i correntizzati che mi insultavano quando, 12 anni fa, il 9 luglio del 2007 (ma avevo cominciato da almeno 3 o 4 anni), scrivevo sulle mailing list dei magistrati: «Voi mi dite che non tutte le correnti sono inquinate; la nostra è diversa; il «correntismo» non ha mai condizionato la sua attività. Non mi paiono obiezioni pertinenti.

Ipotesi 1: la vostra corrente è diversa. Le persone che vi aderiscono sono brave e oneste. Se è così, va detto che da non so quanti anni tutte queste brave e oneste persone hanno in pratica perduto il loro tempo. Perché (nessuno, di nessuna corrente, lo ha finora negato) il Csm è gravemente ammalato, il correntismo lo ha permeato profondamente e le cose vanno malissimo. Allora la vostra corrente, pur «diversa» e composta da brave e oneste persone, ha fallito: e, attenzione, ha fallito dopo averci provato per anni. Non si può dire: fino ad ora è andata così ma un giorno, vedrai... Un giorno. Quando?

Ipotesi 2: in tutte le correnti c'è una parte di brave e oneste persone e una parte di gente che pensa all'interesse proprio e dei suoi amici. Quanto è avvenuto nel Csm dimostra che le brave e oneste persone non riescono ad evitare che gli altri prevalgano.

Allora la verità è che non è un problema di persone; non è nemmeno un problema di correnti, quella più «diversa» di quell'altra; il problema è di sistema. È il sistema che non funziona; è il sistema che favorisce il successo delle cattive qualità, degli interessi particolari, del clientelismo, delle contiguità con la politica etc.

Ecco perché io continuo a dire che bisogna «far fuori» le correnti. Perché sono una malattia che debilita le tante brave e oneste persone che potrebbero contribuire alla rinascita del Csm. Ecco perché io propongo il sorteggio per costruire un Csm che non sia inquinato dalle correnti: perché tanti anni di tentativi da parte di brave e oneste persone hanno generato un sistema perverso, in cui ci si continua a illudere che il successo elettorale significhi un successo per la qualità del Csm. Quando, in realtà, si tratta solo dell'approfondirsi di quella logica di scontro, di prevaricazione, di precarie ed interessate alleanze che tutti noi constatiamo, amareggiati e spauriti, quando, in occasione di tante nomine di capi di uffici importanti (ma anche non tanto importanti) arrivano quei terribili comunicati di questa o di quell'altra corrente che denunciano le irregolarità, i clientelismi, perfino gli imbrogli, delle altre. Ecco perché io denuncio da tempo questa farsa di elezioni, con liste precostituite che annullano la libertà dell'elettore. Perché mi hanno imposto scontri tra fazioni e propagande elettorali che umiliano i magistrati riducendoli a meri esecutori del loro volere. Perché io voglio che i colleghi più bravi, più attivi, quando sono mandati al Csm, possano operare in autonomia e in indipendenza, come hanno fatto nella loro vita di giudici. Che non debbano piegarsi a quel grottesco mercato di alleanze occasionali per far riuscire Tizio Procuratore di Roncofritto e Caio Presidente del Tribunale di Poggio Belsito.

Certo lo so, in politica si fa così, in politica si cercano alleanze, si costruiscono percorsi comuni con persone che non si stimano e con cui non andremmo a cena insieme. Ma noi magistrati non siamo così. Abbiamo giurato di operare sempre con imparzialità, autonomia e indipendenza. E lo dobbiamo fare anche quando ci capita di finire al Csm.

Le correnti fino ad ora hanno sempre impedito che il Csm potesse essere gestito in questo modo; è tempo di provare sistemi nuovi»

Ero l'unico magistrato italiano così intelligente da aver capito cosa erano davvero le correnti? No, ce ne erano altri 5 o 6. Eravamo gli unici magistrati ad aver capito che palude di clientelismo, illegalità e potere si nascondesse sotto queste associazioni il cui unico sbandierato scopo sarebbe stato quello di «rappresentare le specificità culturali dei magistrati?»

Dove erano e dove sono ora questi magistrati spettatori inerti di prepotenze, favoritismi, di veri e propri abusi di ufficio? Sempre nello stesso posto, aspettando che passi la bufera. Le dimissioni dalle correnti, oggi, a bubbone scoppiato, si contano sulle dita di una mano, forse di due. Prima di oggi, nessuna. Tutti allineati e coperti. Quasi che sia concetto difficile da comprendere che il potere di questi eversori (non è una parola troppo grossa) esiste solo perché una massa di magistrati, parte interessata a condividerlo, parte stupidamente convinta che è esercitato a fin di bene e parte disinteressata a quanto avviene fuori dal suo ufficetto, continua a concederglielo con il voto.


La parola d'ordine oggi è: cacciare le mele marce. E quando queste mele marce parlavano con le mele sane con lo stesso stile che abbiamo potuto apprezzare nelle conversazioni di Palamara, fortunatamente e finalmente intercettate, come si comportavano queste mele sane? Le denunciavano? Macché. Evitavano di frequentarle? Nemmeno per idea. Anzi. Gli piacevano proprio, queste male marce. Per dire, Palamara fu votato per la carica di presidente (Presidente!) dell'Associazione nazionale magistrati e poi mandato a fare il consigliere del Csm. Della serie, questi sono quelli che ci rappresentano al meglio.

L'importante è il sistema. Il correntocrate può anche essere sacrificato ma la corrente deve sopravvivere. E così, oggi, per rimarcare la discontinuità (frase ormai celebre) con i reprobi, all' Anm si sostituiscono i vertici. Né i sostituiti né i sostituti con le mele marce hanno avuto nulla a che fare (così pare e così si spera). Ma il ribaltone serve: vedete quanto siamo duri, quanto siamo puri. Che poi, ribaltone è una parola grossa: tutti correntocrati prima, tutti correntocrati oggi. Di correnti diverse, oggi e per un po'. Ma il sistema, quello, non lo tocca nessuno.









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