WW1 Rimborso dei crediti Alleati agli USA 1918-1932. Gran Bretagna


Gran Bretagna:governo dal 1919al 1924

Memorandum del primo ministro inglese Lloyd George al primo ministro francese Clemenceau (25 marzo 1919)

«Ciò che è difficile è fare una pace che non provochi una nuova guerra... Non posso immaginare nessuna maggior causa di guerra futura di quella che il popolo tedesco, che ha indubbiamente mostrato d’essere una delle razze più forti e potenti del mondo, venga circondato da un numero di piccoli stati, molti dei quali composti da popoli che non hanno mai avuto un governo stabile per sé, ma ognuno dei quali componesse grandi quantità di tedeschi richiedenti l’unione con la madrepatria. (…)

Nella presente situazione, il più grande pericolo che percepisco è che la Germania possa associare il suo destino al bolscevismo, e mettere le sue risorse, i suoi cervelli, la sua grande potenza organizzatrice a disposizione di rivoluzionari fanatici il cui sogno è conquistare il mondo al bolscevismo con la forza delle armi. Questo pericolo non è più una chimera. Il governo tedesco attuale è debole; non ha prestigio; la sua autorità è contestata; se resiste ancora, è semplicemente perché non ci sono altre alternative che gli spartachisti[2], e la Germania non è ancora matura per lo spartachismo»[3].


I governi del dopoguerra del Regno Unito, dove l'inflazione era stata sotto controllo , furono determinati nell’aderire al Gold Standard alla conferenza di Genova del maggio 1922 in un momento in cui solo il dollaro era convertibile. Questo accordo consentiva ad un paese di emettere denaro non solo in termini di oro che deteneva nei forzieri, ma anche in termini di valute convertibili in oro. La sfida per l'Inghilterra era di competere con il dollaro per dare alla sterlina il ruolo di valuta di riserva che aveva prima della guerra. Nel mese di aprile 1925, Winston Churchill, allora Cancelliere dello Scacchiere, annunciò il ripristino della convertibilità in oro della sterlina alla sua parità prebellica, causando gravi critiche da parte di Keynes. In effetti, il ritorno alla parità questo aveva reso necessario impopolari politiche deflazionistiche associati a bassa crescita( aumento della disoccupazione, aumento degli scioperi e violenti scontri con la polizia ) e che aveva portato ad una perdita di competitività e un peggioramento della bilancia dei pagamenti britannica.

I laburisti nel 1924( avevano triplicato i propri deputati, ma senza maggioranza assoluta ai Comuni) ottennero l'appoggio dei liberali per poter governare, ma in questa maniera dovettero rinunciare a realizzare tutto il loro programma di riforme, sicché nello stesso anno fu sciolto il Parlamento e alle nuove elezioni i conservatori ottennero la maggioranza assoluta, iniziando a reprimere i lavoratori e i loro sindacati. . Nel maggio 1926 un milione di minatori entrano in sciopero. Altre categorie di lavoratori li appoggiarono. In dicembre, dopo una lotta durata 7 mesi, i minatori dovettero cedere. Il governo conservatore cercò di profittare di questa sconfitta storica per minare le basi stesse dell’opposizione laburista: furono vietati gli scioperi di solidarietà La lotta tra lavoro e capitale fu sempre molto intensa, finché nel 1929 i laburisti tornarono di nuovo al governo e questa volta con una maggioranza assoluta. Fu la crisi del 1929, non affrontata a favore dei lavoratori, che indusse il governo laburista a dare le dimissioni nel 1931. Il nuovo governo che si formò fu una coalizione tra conservatori, nazional-liberali e laburisti moderati. Questo governo, vedendo che nel 1933 la disoccupazione aveva raggiunto la cifra record di 3 milioni di persone, si preoccupò di far intervenire lo Stato nell'economia, introducendo dazi nelle importazioni e concedendo sgravi fiscali e finanziamenti alle industrie.


La Gran Bretagna , giudata dal Stanley Baldwin ministro del Tesoro, e Montague Norman, governatore della Banca d’Inghilterra fu il primo Paese ad intavolare trattative serie per concludere un accordo finale. Subito i britannici fecero notare che sarebbe stato impossibile ripagare il debiro in 25 anni e che il tasso di interesse richiesto del 4/4% anno era superiore ai tassi praticati al momento che erano del 3,5% ee avrebbero accettato un interese del 2,5%. Gli americani proposero interesse del 3% per i primi 10 anni ed un 3,5% in seguito per un periodo di 62 anni. Questo equivaleva ad un fondo di ammortamento dello 0,5% anno. La delegazione britannica ritornò in patria per consultazione ed il 31 gennaio fece sapere di accettare il compromesso proposto dagli americani ed il 7 febbraio 1922 il Congresso avendo fatto notare che la Commissione era andato oltre il mandato ricevuto impose che :

“ la commissione fosse composta da 8 membri ed il segretario del Tesoro fosse il presidente mentre gli altri membri erano scelti dal Presidente su e con il suggerimento del Senato.”

“I rimborso del capitale e degli interessi doveva essere quello concordato con i Britannici”.


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