WW1 Rimborso dei crediti Alleati agli USA 1918-1932.Italia

Il debito pubblico italiano durante la guerra aumentò di più di 100 miliardi, il rapporto deficit/PIL salì dall’81% del 1914 al 125% del 1920 ,ma se si include anche il debito estero risulta del 160% nel 1920.

La principale fonte di sostegno finanziario fu il debito estero che l’Italia dovette sottoscrivere soprattutto con Gran Bretagna e Stati Uniti con contratti lire-oro che subirono un grosso sbalzo dovuto alla svalutazione della lira. 23 Il debito estero raggiunse i 22 miliardi nel 1919 e quasi 33 miliardi nel 1922, ma questo, dopo una serie di lunghi negoziati che incominciarono nel dopoguerra, fu in gran parte condonato e la parte restante entrò in compensazione con le riparazioni tedesche. Successivamente con la moratoria decretata da Hoover nel 1931 si giunse al completo cancellamento del debito e delle riparazioni. Queste sono le motivazioni che fan scomparire quasi completamente il debito estero dalle serie storiche nel passaggio dal 1925 al 1926, lasciando solamente un piccolo debito con gli Stati Uniti conosciuto come Prestito Morgan che sarà successivamente onorato dal governo fascista

Dal 1922 al 1925 fu ministro delle finanze, ministero a cui fu accorpato in quell’anno anche il dicastero del tesoro, De’ Stefani persegui sostanzialmente le politiche dei sui predecessori che stavano lentamente riportando il bilancio statale in ordine con l’eliminazione delle spese straordinarie e l’aumento delle entrate ordinarie. 18 Il governo fascista volle solamente accelerare questo processo di risanamento dei bilanci e più che agire sull’entrate, tagliò drasticamente alcuni campi della spesa pubblica. Circa l’aspetto contributivo, De’ Stefani allargò la base contributiva, inglobando numerose categorie sociali fino ad allora escluse e abbassò delle aliquote specialmente per le categorie che riteneva più inclini all’investimento, portando a una lieve flessione della pressione fiscale. Fu proprio questa sua volontà di riattivazione dell’iniziativa privata che portò al taglio della spesa pubblica “improduttiva” licenziando 65.000 impiegati pubblici non di ruolo e circa 27.000 ferrovieri19, aprendo ai privati le categorie di assicurazione sulla vita, i telefoni e riorganizzando la gestione di alcuni servizi mediante la creazione di alcuni enti autonomi


La missione italiana arrivò a Washington ben fornita di studi statistici per dimostrare l'estrema povertà dell'Italia, ed ebbe tanto successo nel suo compito che il comitato per il finanziamento dei debiti accettò un accordo che prevedva per pagamenti di interessi negli anni di inizio dell'1,8 per cento e nell'ultimo periodo del 2%, .


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