Cancelliere Otto von Bismarck, il fondatore del "welfare state" in Germania e primo in Europa







Abstracts:dal Volume II :L'Italia dal 1996 al 2001" Cap.6.3 .........................

Con la vittoria contro la Francia a Sedan nel 1870 e con la fondazione dell’impero tedesco che incorporava una decina di principati, in una unica nazione avente la Prussia come stato guida si ebbe uno sviluppo economico eccezionale in specie nell0industria siderurgica, chimica e meccanica, All’inizio del diciannovesimo secolo la germania era la prima potenza mondiale…….

Le condizioni del lavoratore tedesco….

Nelle miniere il lavoro era subumano, i minatori erano condannati alla silicosi ed alla morte certa prima dei 40 anni, e in tutte le fabbriche le condizioni igieniche erano precarie ed insalubri. Si lavorava 10/11 ore al giorno per 6 giorni la settimana. Nessuna indennità in caso di malattia, infortuni o licenziamento. Il 70% del salario di un operaio non specializzato, verso la fine dell’Ottocento, era destinato all’alimentazione. Prendendo come base questo salario gli operai specializzati ed i tecnici percepivano salari 2-4 volte superiori ed i funzionari delle banche d’affari stipendi 6-8 volte superiori. Questo dimostra in quale considerazione fossero tenute le banche per la loro capacità di offrire capitali, consulenza amministrativa e finanziaria, e sbocchi sui mercati esteri……………………………………………………………………………….

La strategia del Cancelliere consistette nel cercare un'alleanza tra la burocrazia monarchica e la classe operaia, rivolta contro la classe media liberale che si opponeva all'autoritarismo: "I signori Democratici suoneranno davvero il flauto"[1], dirà Bismarck, “quando le persone scopriranno che i principi sono preoccupati per il loro benessere”. In altre parole in Germania non avrà fortuna il liberalismo inglese che fin dal 1571 sotto Elisabetta I, permetteva la totale libertà di circolazione delle merci nel paese ed aveva permesso l’affermarsi della rivoluzione industriale nell’indifferenza delle classi dominanti, nobiltà e borghesia professionale.

In Francia il liberalismo si era affermato con la Rivoluzione del 1789, ma con la legge Charpentier del 1791 fu proibito lo sciopero fino al 1884. I sacrosanti principi di Liberté, Égalité, Fraternité, erano stati scritti dai borghesi ed erano validi per le persone liberate dal bisogno della sussistenza.

In Germania si verificò il paradosso di un regime monarchico, militare e semifeudale, dove lo sviluppo industriale era benevolmente incentivato, dove era importante il ruolo delle corporazioni, dove si realizzavano le riforme sociali più innovative, perché le misure sociali erano più vicine alla sicurezza delle corporazioni medievali, in contrapposizione ai regimi liberali basati sul laissez-faire che si stavano affermando in Gran Bretagna e Francia. Le leggi sociali divennero un'estensione delle protezioni aziendali. …………………………………………………………………………….

6.3.4 - Lo Stato sociale di Bismark

Lo Stato prussiano iniziò a legiferare a favore dei poveri nel 1842 per rimediare agli effetti dello smantellamento delle vecchie protezioni medioevali: una legge obbligava poi i comuni ad aiutare chi vi risiedeva da almeno tre anni (gli altri erano assistiti direttamente da un fondo federale). Negli anni '60 dell'Ottocento alcuni padroni paternalisti crearono fondi di fabbrica che concedevano assistenza in caso di infortunio, malattia, invalidità e pagavano anche pensioni. Quanto ai diritti di coalizione e di sciopero, furono ottenuti nel 1869, sebbene con notevoli restrizioni. Anche le leggi di protezione sociale furono approvate: nel 1839 la Prussia aveva vietato il lavoro ai bambini sotto i 9 anni, poi nel 1853 sotto i 12 anni. Nel 1878 questa misura fu estesa a tutto l'Impero, fu fissato un limite a 6 ore al giorno per i ragazzi di 12-14 anni.

Il sistema di Bismarck aveva quindi radici piuttosto antiche, ma la svolta essenziale fu presa quando, il 17 novembre del 1881, l'imperatore Guglielmo I tenne un discorso, scritto da Bismarck, in cui annunciava una nuova politica sociale insistendo sulla necessità di stabilire una comunità nazionale armoniosa, per opporsi ai "nemici dell'interno" (i socialisti), discorso che esprimeva chiaramente l'idea di un ritorno a un’organizzazione della società di tipo corporativistico.

In circa un decennio furono introdotte leggi istitutive dell’assicurazione sanitaria, assicurazione contro gli infortuni e per l’invalidità e la vecchiaia. Bismarck era entusiasta delle sue riforme e affermò, prima di mettere in atto l'ultima legge: "Il futuro è nel socialismo di stato, riprendi questa idea e il potere stenderà le sue braccia verso di te”. Per la prima volta si affermava il concetto di protezione universale: i beneficiari erano non soltanto i lavoratori ma anche i cittadini il cui reddito era troppo basso per garantirsi una vita decorosa nella vecchiaia. Venne stabilito il principio dell'autogestione dei fondi (Selbstverwaltung), così come il principio del raggruppamento in comunità professionali (Berufsgenossenschaftliches Prinzip). La nozione di solidarietà interprofessionale era quindi assente qui, ogni fondo assicurativo si occupava di una professione specifica dalla quale veniva autofinanziato, senza possibilità di accesso alle altre categorie. Questi furono i principali provvedimenti assunti:

a) L’assicurazione sanitaria contro le malattie.

Fu approvata il 15 giugno 1883 e resa obbligatoria per tutti i dipendenti e lavoratori dell'artigianato e dell'industria con salario inferiore a 6,66 marchi al giorno, oppure con reddito inferiore a 2.000 marchi all'anno (2.500 nel 1911)…………………..

b) Assicurazione contro gli infortuni.

Fu prevista da una legge del 6 luglio 1884 e posta a carico esclusivo dei datori di lavoro. L’obbligo riguardava solo i lavoratori, e non gli artigiani, con reddito inferiore a 2.000 marchi all'anno. Era ammessa l’assicurazione volontaria………………………………

c) Assicurazione pensionistica ed invalidità.

Con la legge del 22 giugno 1889 fu istituita un'assicurazione a copertura della vecchiaia e dell’invalidità, obbligatoria a partire dai 16 anni per lavoratori, apprendisti, operai, collaboratori domestici, impiegati e lavoratori agricoli, con reddito inferiore a 2.000 marchi annui...................

6.3.5 - Il Programma di Erfurt del Sozialdemokratische ParteiDeutschlands (SPD)

Nel 1891 si svolse ad Erfurt il Primo Congresso dell’SPD[2] guidato dal nuovo leader teorico Karl Kautsky. Nel 1875 era nato a Gotha, da una fusione di sindacati e movimenti socialisti, il SAPD (partito socialista dei lavoratori tedeschi) che si era dotato di un programma rivoluzionario e di proposte di riforme volte a migliorare le condizioni della classe operaia.

Il programma di Erfurt (Erfurter Programm 1891) fu elaborato durante il congresso del partito socialista, sotto la guida politica di Eduard Bernstein, August Bebel, e Karl Kautsky, e sostituì il precedente Programma di Gotha. Esso chiedeva al Governo il voto uguale e diretto, l’uguaglianza tra uomo e donna, la scuola statale, un’imposizione tributaria progressiva e diretta, leggi a favore dei lavoratori…………………………………………………………………………………………

6.3.6 - Le tesi di Bernstein e l’SPD: una frattura nella società tedesca

Per risolvere il problema dell’applicazione del marxismo alla società tedesca della fine del XIX secolo vi fu un aspro dibattito in cui spiccarono, pur senza imporsi, le tesi del bavarese Eduard Bernstein. Egli puntualizzò che le previsioni scientifiche di Marx non si erano verificate. Infatti i salari reali degli operai erano aumentati ma non si era verificata la polarizzazione tra il proletariato oppresso ed il capitalismo il quale, al contrario, non si era concentrato in poche mani. Egli teorizzò che il socialismo avrebbe dovuto svilupparsi in maniera evolutiva piuttosto che in modo rivoluzionario-violento.

Benché ritenesse che il socialismo avrebbe sostituito il capitalismo egli richiedeva la ricerca di immediati miglioramenti dei salari e delle condizioni di lavoro ed una più grande rappresentanza democratica. Egli elaborò il suo pensiero a partire dal 1891, per esporlo in forma definitiva nel 1899 nell’opera “I presupposti del socialismo e i compiti della socialdemocrazia”. Ebbe dalla sua parte i sindacalisti e, come oppositori, Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht. Bernstein fu espulso dal partito, nel quale rientrò nel 1901. …………………………………..

6.3.7 - La Germania all’alba della prima guerra mondiale

Allo scoppio della prima guerra mondiale la Germania era la maggiore potenza industriale del mondo, con una produzione di acciaio superiore a quella della Gran Bretagna, Francia e Russia messi assieme. Aveva le migliori università del mondo, in particolare nel campo scientifico, dove si moltiplicarono scoperte ed invenzioni in ogni settore.

Le industrie meccaniche avevano raddoppiato il numero dei dipendenti in 10 anni che assommavano ad un milione. Vi era un regime di piena occupazione, essendosi azzerata l’emigrazione all’estero, mentre grandi masse di contadini trovarono impiego spesso con lavori umili nelle fabbriche e nelle città.

La borghesia industriale si era ampliata e arricchita ma tutte le classi sociali avevano migliorato il loro tenore di vita. In particolare l’industria, per la complessità della sua organizzazione e specializzazione produttiva richiedeva varie figure di tecnici, da quelli altamente specializzati, ai quadri tecnici, agli operai specializzati e non. Tutti avevano visto il loro reddito raddoppiare negli ultimi 20 anni. Era rimasto escluso solo il “Lumpenproletariat”, operai, o meglio manovali, senza alcuna specializzazione e di scarsa cultura. L'industria rappresentava il 60% del prodotto nazionale lordo nel 1913 ed il reddito nazionale pro capite era passato da 352 marchi del 1870 a 728 nel primo decennio del XX secolo.

[1] In Italia si direbbe ….” I signori democratici zufoleranno la marcia trionfale dell’Aida” [2] SPD : Partito Socialdemocratico Tedesco. Già nel 1863, sotto l’impulso di F. Lassalle, si era costituita l’Associazione generale degli operai tedeschi, cui si aggiunse nel 1868 un Partito socialdemocratico dei lavoratori fondato sulle concezioni di Karl Marx e Friedrich Engels. Le due organizzazioni si fusero al Congresso di Gotha (1875), dando vita al Partito socialista dei lavoratori. Il suo programma, di impianto prevalentemente riformistico, fu oggetto della serrata critica di Marx. Nel 1890 il partito, che aveva tra i suoi maggiori leader A. Bebel e W. Liebknecht, assunse la denominazione di SPD e nelle elezioni dello stesso anno si affermò come il maggiore partito tedesco.

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