Cap.1La vittoria della Casa della Libertà….Il patto con gli Italiani. Il I e II governo Berlusconi




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In occasione delle elezioni legislative del maggio 2001 per sconfiggere il Centrosinistra fu organizzata una coalizione tra Forza Italia, Lega Nord, Alleanza Nazionale, Centro Cristiano Democratico, Cristiani democratici Uniti, Partito Repubblicano, ed il Nuovo PSI che si presentarono tutti sotto il nome di “Casa delle Libertà”. I manifesti della campagna elettorale puntarono su una serie di slogan che evidenziavano i punti fondamentali del programma politico:

Il primo gruppo comprendeva ad esempio: un impegno preciso, città più sicure; un dovere morale, pensioni più dignitose.

Un secondo gruppo invece proponeva: un presidente imprenditore per realizzare le grandi opere; un presidente innovatore per ammodernare lo Stato.

Un terzo gruppo proponeva: “Votiamo Berlusconi”, per garantirci un futuro migliore, per avere pensioni più dignitose.

La coalizione “Casa delle Libertà” guidata da Silvio Berlusconi, riuscì a sconfiggere lo schieramento di Centrosinistra guidato da Francesco Rutelli. Forza Italia divenne il primo partito del paese, con il 29,4% dei voti. Si formò così il Governo Berlusconi II, che si rivelerà come l'esecutivo più longevo nella storia della Repubblica e resterà in carica per 1422 giorni……………………….


……………………………………………………………………………………….2.5.7 - I cinque punti del contratto con gli Italiani

Il “contratto con gli italiani” era un documento presentato e firmato da Silvio Berlusconi l'8 maggio 2001, cinque giorni prima delle elezioni politiche, nel corso della trasmissione televisiva Porta a Porta condotta da Bruno Vespa. Quel documento elencava cinque punti + uno (abbattimento della pressione fiscale, sicurezza, pensioni, occupazione e opere pubbliche). Il sesto punto era la promessa della sua decadenza in caso di inadempienza.

A fine legislatura, ad aprile 2006, si poteva trarre un bilancio sulla effettiva realizzazione delle 5 promesse fatte da Berlusconi………………………….

2.2.3 La caduta del secondo Governo Berlusconi

A seguito della disastrosa sconfitta subita dai partiti di Governo alle elezioni regionali del 2005, la Direzione dell'UDC il 15 aprile del 2005 decise di ritirare dal Governo i propri Ministri e i Sottosegretari; rassegnarono le dimissioni anche i membri di Governo del Nuovo PSI e di Alleanza Nazionale, i sottosegretari Caldoro e Ricevuto.

Questo indusse il Presidente del Consiglio Berlusconi ad annunciare il 20 aprile in Senato la volontà di costituire un nuovo Governo di fine legislatura; quindi si recò al Quirinale per rassegnare le proprie dimissioni………………………………………..

………2.3 - Il terzo Governo Berlusconi (dal 23 aprile 2005 al 17 maggio 2006)

Il 22 aprile 2005 Il Presidente della Repubblica conferì nuovamente a Silvio Berlusconi l'incarico di formare il nuovo Governo[1], il quale il giorno seguente sciolse la riserva ed assieme ai nuovi Ministri giurò fedeltà alla costituzione davanti al Presidente della Repubblica………………………………………………..



1.4 - La Lega Nord al Governo: la “Lega di lotta e di Governo” e la “Bossi-Fini”.




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Dalle elezioni legislative del 13 maggio 2001 la Lega Nord ne uscì un po’ ridimensionata rispetto alle elezioni precedenti, avendo ottenuto uno scarso 17% in Lombardia, contro il 35% del 1996. A livello nazionale andò ancora peggio per la Lega, con uno striminzito 3,9% che non le permise di eleggere parlamentari al proporzionale, ma ebbe solo 47 seggi al maggioritario.

La Lega ebbe Roberto Calderoli vice Presidente del Senato, Roberto Maroni Ministro del Welfare, Roberto Castelli Ministro della alla Giustizia; ma soprattutto diventò Ministro alle Riforme istituzionali ed alla Devolution il “Senatur” Umberto Bossi, per la prima volta Ministro della Repubblica italiana.

I cavalli di battaglia della Lega divennero la “Devolution” (devoluzione dei poteri dallo stato alle Regioni) e l’immigrazione. Nacque in quel periodo lo slogan, apparso in tutti i manifesti elettorali, “Lega di lotta, Lega di governo”, per manifestare la volontà del partito di essere la Lega che lotterà per i suoi ideali e che non si appiattirà al governo, ma che anzi userà il governo proprio per poter raggiungere tutti i suoi obiettivi.




Dalle elezioni legislative del 13 maggio 2001 la Lega Nord ne uscì un po’ ridimensionata rispetto alle elezioni precedenti, avendo ottenuto uno scarso 17% in Lombardia, contro il 35% del 1996. A livello nazionale andò ancora peggio per la Lega, con uno striminzito 3,9% che non le permise di eleggere parlamentari al proporzionale, ma ebbe solo 47 seggi al maggioritario.

La Lega ebbe Roberto Calderoli vice Presidente del Senato, Roberto Maroni Ministro del Welfare, Roberto Castelli Ministro della alla Giustizia; ma soprattutto diventò Ministro alle Riforme istituzionali ed alla Devolution il “Senatur” Umberto Bossi, per la prima volta Ministro della Repubblica italiana.

I cavalli di battaglia della Lega divennero la “Devolution” (devoluzione dei poteri dallo stato alle Regioni) e l’immigrazione. Nacque in quel periodo lo slogan, apparso in tutti i manifesti elettorali, “Lega di lotta, Lega di governo”, per manifestare la volontà del partito di essere la Lega che lotterà per i suoi ideali e che non si appiattirà al governo, ma che anzi userà il governo proprio per poter raggiungere tutti i suoi obiettivi.

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