CAP. I La nascita di Lega Nord





Abstracts

.....................................1.3 - I nuovi partiti sulla scena politica. La nascita della Lega Nord


Il 21 maggio del 1986 nacque la Lega Lombarda, fondata da Umberto Bossi, un varesotto classe 1941, di modeste origini. Le sue prime esperienze politiche erano state vicine alla Sinistra e ai movimenti autonomisti valdostani, piemontesi e veneti, fautori di uno Stato italiano federalista, come auspicato nel primo ottocento da Carlo Cattaneo, idea poi rielaborata dal Prof. Gianfranco Miglio detto “l’ideologo” della Lega.

Il Prof. Miglio era un docente universitario di fama, autore vicino al pensiero di Max Weber e Carl Schmidt e studioso di Carlo Cattaneo. La svolta federalista tout court della Lega fu sollecitata dal suo pensiero che ipotizzava per la prima volta una suddivisione del Paese in tre macroaree politico-economico-sociali diverse. L’Italia da lui immaginata sarebbe stata divisa in tre macroregioni (Padania, Etruria, Mediterranea) e sarebbe stata governata da un “direttorio” costituito dai governatori di ogni regione (comprese le regioni “a statuto speciale”) e da un Presidente federale eletto da tutti i cittadini.

Nel 1969 Miglio aveva pubblicati le “Contraddizioni dello Stato Unitario”, dove focalizzò gli effetti devastanti causati dall’unità d’Italia e dal suo apparato amministrativo, un testo molto duro. Gianfranco Miglio[1] era conscio del fatto che la Lega Nord avesse le carte in regola per modificare la Costituzione italiana in chiave federalista.

Umberto Bossi fu il Deus ex machina della Lega (con tutte le sue varianti lessicali) e il suo capo indiscusso per molti anni. Nel 1987 la Lega riuscì ad entrare in parlamento con Giuseppe Leoni[2].

Dall’8 al 10 dicembre 1991 si tenne presso l’Hotel Ripamonti a Pieve Emanuele (MI) un congresso che diede vita alla Lega Nord in cui affluirono tutti i movimenti autonomisti del nord e del centro Italia. Tema dominante del nuovo partito era la “questione settentrionale” ovvero la convinzione che la maggior parte della ricchezza generata in un territorio dovesse rimanere in esso, sul modello della Repubblica Federale Tedesca che amministrativamente era suddivisa in 11 Länder (regioni).



Il 5 Aprile 1992, con il crollo dei partiti tradizionali, la Lega Nord ottenne l'8,65% dei voti alla Camera e l'8.2% al Senato. Il partito era accusato di voler spaccare la nazione, ma era percepito meno marcio degli altri partiti e più vicino al popolo. Nacque allora lo slogan “Roma Ladrona” e si fece largo l’idea di uno stato federale e dell’autodeterminazione delle Regioni.

La Lega fu vista come punto di partenza per l’evoluzione in un partito liberal-democratico, ma Bossi sbarrò la strada agli ultimi arrivati della liberal borghesia nel timore di perdere il controllo della sua amata creatura. La Lega impose molti sindaci nelle elezioni comunali e, in particolare, Marco Formentini, che governò Milano decorosamente dopo aver battuto Nando dalla Chiesa[3].

[1] Miglio fu eletto senatore nelle legislature XI, XII e XIII. L’ultima legislatura lo vide eletto nel neonato “Partito Federalista”, sorto dopo il suo abbandono leghista del maggio 1994 (subito dopo l’inizio della legislatura 1994-1996), a seguito di un pesante scontro con Bossi sull’alleanza del partito con Forza Italia e con il Movimento Sociale Italiano, a suo avviso contrari al progetto leghista iniziale. Rinfacciò a Bossi di avere utilizzato il federalismo per raggiungere lo scopo finale, il potere. Bossi sostenne che il partito aveva fatto bene a coalizzarsi e che invece le invettive di Miglio erano dovute al fatto di volere il Ministero delle Riforme Istituzionali, che invece andò a Speroni. Il professor Miglio morì nella sua Como nell’agosto 2001 all’età di 83 anni e rimane ancora un riferimento per i leghisti [2] Fondatore con Bossi della Lega Lombarda. Eletto nel Collegio di Varese, nel 1987 subentrò nella Camera dei Deputati ad Umberto Bossi che aveva optato per il Senato. Dopo le elezioni politiche del 1992 Leoni passò al Senato. [3] Figlio del generale Carlo Alberto dalla Chiesa assassinato dalla mafia, esponente della Rete (raggruppamento politico della Sinistra).......................................

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