CAPITOLO V – IL COMPLESSO MILITARE-INDUSTRIALE E LO STATO SOCIALE DELLE GRANDI POTENZE EUROPEE DURAN





Lo scoppio della prima guerra fu accidentalmente dovuto all’assassinio del principe ereditario Austriaco a Sarajevo per opera di studenti irredentisti serbi. In realtà l’Europa divisa in due blocchi, l’Intesa e la triplice Alleanza, si era preparata alla guerra da tempo. Si avvera una svolta fondamentale nella gestione della guerra: la capacità di produrre armamenti sempre più sofisticati prevale sul numero dei combattenti che una nazione può schierare. Si ha l’affermazione dell’industria bellica, che ha bisogno di operai, maestranze, ma anche di tecnologia e di ricercatori forniti dall’Università o creati all’interno, capace di fornire sia le armi sempre più sofisticate, ma anche logistica mezzi di trasporto e vettovagliamento e vestiario ed assistenza sanitaria. Vi è un fronte dove combattono i soldati avversi, ma vi è anche un fronte interno dove tutta la popolazione abile deve concorrere a rifornire i soldati al fronte.


………………………………………………………………………………………..

5.3.1 L’impreparazione alla guerra

Quando l’Italia entrò in guerra contro l’Austria il 24 maggio1915, i politici (riformisti ma senza riforme) e i militari non avevano imparato nulla dalla guerra che si combatteva già da un anno nel Nord Europa. Tutti ritenevano che la guerra sarebbe terminata prima dell’inverno, mentre gli alpini al fronte rischiarono l’assideramento per mancanza di vestiario ed equipaggiamento adatto. Cinque milioni di italiani, da armare, da nutrire, da vestire e da alloggiare, furono chiamati alle armi fino al 1918. In Italia non era mai stata realizzata una impresa militare di simili dimensioni. Le spese militari balzarono, dai 2,3 miliardi di Lire del 1914-15 ai 20,6 miliardi del 1917-18. Le mitragliatrici erano sconosciute alla nostra fanteria, cominciarono a giungere solo in luglio-agosto, le bombe a mano o erano per lo più difettose o mancavano del tutto, molti ufficiali non ricevettero le pistole di ordinanza, a Terni erano prodotti solo 2500 fucili al mese, modello ’91, le automobili erano disponibili solo per i generali. Solo gli arsenali militari erano stati coinvolti nello sforzo bellico e alla fine del 1915 si rese indispensabile coinvolgere l’industria nazionale nello sforzo bellico………………………………………..


7.1.1 - Gli approcci nazionali dei paesi belligeranti al finanziamento della guerra

I vari Stati belligeranti finanziarono la guerra[1] sostanzialmente in tre modi:

a) tramite le tasse che servivano a controllare l’inflazione, riducendo l’offerta di denaro all’economia civile. Era il modo più diretto e tradizionale per far fronte alle spese di guerra. Tuttavia in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, le tasse pagate non riuscirono a coprire più di 1/4 delle effettive spese di guerra. In Germania e in Italia, le tasse coprirono rispettivamente il 6% e il 15% delle spase di guerra. In Austria-Ungheria, Russia e Francia nessuna spesa corrente della guerra fu coperta dalle le tasse, che furono destinate a coprire i normali esborsi di bilancio in tempo di pace;

b) tramite prestiti a breve termine contratti con le banche centrali o private, oppure tramite debito a lungo termine con emissione di bond sottoscritti da banche private, da imprese, da cittadini privati e da istituzioni varie;

c) Infine, tramite l’aumento della quantità di denaro in circolazione, che diversi paesi generarono stampando carta-moneta sia per l’acquisto di buoni di guerra, sia per offrire moneta all’economia nazionale.




7.2 - Le donne durante la prima guerra Mondiale: Männer an die Front, Frauen an die Macht. Gli uomini al fronte le donne al potere.


Durante la grande guerra 1914-1918 le donne dovettero occuparsi delle loro famiglie accudendo da sole i figli e gli anziani. Mancava il cibo sia a causa dei cattivi raccolti, sia perché esso doveva essere inviato al fronte. Le donne–capofamiglia dovettero far fronte al razionamento alimentare, passare molto tempo in fila in attesa della distribuzione del cibo razionato e rifornirsi di combustibile per il riscaldamento. Esse vivevano nell’ansia di perdere il marito, il figlio, il fidanzato, un parente. La fine della guerra lasciò 630.000 vedove in Francia, e molte di più in Germania, Russia ed Austria-Ungheria. Esse dovettero garantire la sopravvivenza del focolare ed una ricostruzione morale.


…………………………………………………………………………………………………………7.3 - Fucilati all’alba. Disertori, codardi e insubordinati di guerra


In tutti gli eserciti schierati in guerra si verificarono casi di codardia[2], di ammutinamento, di violenza sui civili che le autorità militari repressero nei casi estremi con la pena di morte. Considerando il macello umano verificatosi sui fronti europei e la disumanità e la crudeltà delle battaglie il numero delle condanne a morte comminate per ammutinamento o codardia furono in termini assoluti relativamente poche.

……………………………………………………………………………………………………


La medicina durante la I guerra mondiale

Nuove patologie nella guerra di trincea…

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

7.7.1 - la vita nei campi di prigionia

Il campo aveva al centro una costruzione ampia che conteneva i servizi comuni. Le latrine erano semplici fosse, ed ogni giorno un prigioniero ne doveva provvedere allo svuotamento. Attorno si diramavano lunghe file di baracche in legno senza riscaldamento, con pagliericci, infestati da pidocchi, che potevano contenere dalle 100 alle 250 persone. Nei campi i prigionieri erano divisi per nazionalità; gli ufficiali ed i soldati vivevano in baracche separate.

La disciplina e l'amministrazione del campo era gestita dagli stessi ufficiali prigionieri, che si servivano dei graduati per mantenere l'ordine. Buono era il trattamento economico degli ufficiali che ricevevano uno stipendio mensile identico al pari grado avversario; a loro venivano regolarmente inoltrati pacchi viveri dall'Italia, in caso di necessità potevano acquistare cibo nelle botteghe dei paesi limitrofi.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

[2] http://www.e-storia.it/Public/e-Storia-Anno-V-Numero-2-giugno-2015-Articolo-2.pdf - Disertori, codardi, insubordinati. fucilati all’alba, di Silvano Zanetti

Archivio