CAPITOLO VI e VII: LA QUESTIONE RELIGIOSA NEL RISORGIMENTO, Il LIBERALISMO E SUA 1861-1878







Il popolo italiano era nella stragrande maggioranza convintamente cattolico ed il conflitto che scoppiò con la classe elitaria liberal massone che aveva fatto l’Italia verteva principalmente sul potere temporale dei Papi che si erano opposti alla nascita del novo stato per non perdere i territori da loro malamente amministrati da mille anni. Parte della gerarchia ecclesiastica, quasi tutto il basso clero ed il popolo tutto era rimasto fedele sia al Re che non aveva mai messo in discussione i dogmi cattolici, sia alla dottrina della Chiesa Cattolica.

6.1 - Origine del conflitto Stato Chiesa.

6.2 - Il Regno d’Italia contro il Papato e la gerarchia cattolica

6.3 - La metamorfosi degli ordini religiosi: da contemplativi ad operatori sociali

6.4 - La dispersione dei Frati

6.5 - Le nuove congregazioni religiose

6.6 - La scuola di santità torinese

ABSTRACTS



...................................................................Lo scontro tra Stato e Chiesa si inasprì con la legislazione del 1866-1873 che laicizzò la vita dei religiosi, abolì l’asse Ecclesiastico ed il Potere temporale dei Papi con l’annessione dello Stato Pontificio al Regno d’Italia. Queste leggi furono superate solo nel 1929 con i Patti Lateranensi stipulati tra la Santa Sede e il governo fascista. Tali accordi – com’è noto – ridefinivano i rapporti fra Stato e Chiesa, restituendo tra l’altro alla Santa Sede alcuni palazzi e riconoscendo la personalità civile e giuridica alle congregazioni religiose ritenute tali dal Vaticano: nulla però veniva restituito dei beni ecclesiastici incamerati dallo Stato dal 1848 in poi.

I cattolici dell’Italia unitaria si divisero in “transigenti” che coniarono l’espressione “cattolici con il Papa Pio IX[1] e liberali con lo Statuto” ed “intransigenti” che, sostenendo una visione monarchica ed assolutista del Papato, si arroccarono su posizioni di rifiuto a ogni compromesso, spingendo il mondo cattolico ad una lotta di muro contro muro, almeno fino alle soglie degli anni 1890.

Le falangi degli intransigenti sul piano religioso si rifacevano alla condanna ecclesiastica dei principi liberali enunciati nel “Sillabo[2] (1864) e sul piano politico concordavano con la volontà pontificia circa il non expedit[3] e si impegnarono a fondo nel difendere gli interessi del Papato, della Chiesa e dei cattolici, giungendo ad appoggiare anche candidati repubblicani. Si riunirono in vari congressi creando nel 1875 un organismo unitario denominato “Opera dei Congressi”. In esso si discussero i problemi delle classi popolari, in particolare dei contadini, delle loro condizioni di vita, della necessità della loro istruzione, dell’impegno nelle autonomie locali per difendere con un programma definito e concreto i valori della religione.

Il nuovo Papa Leone XIII, che rimase in carica per ben 25 anni dal 1878 al 1903, aveva ben poco in comune con il predecessore. Quanto più il precedente Papa era espressione dell’oscurantista ancien regime provinciale, tanto più il nuovo Papa era attento al nuovo mondo sociale che si stava affermando. Lo stesso Pontefice intese allacciare nuovi rapporti con gli stati nazionali europei e pose una grande attenzione alla questione sociale con l’enciclica De Rerum Novarum. Infatti in Italia gli anni 1878-1887 crearono momenti di speranze conciliatorie, favorite sia dalla S. Sede (anche se con discrezione e prudenza), sia dal governo Depretis-Crispi (con la speranza di dirottare i voti cattolici verso candidati governativi contro i socialisti atei in occasione delle elezioni). Un ulteriore avvicinamento si verificò durante la prima guerra mondiale quando circa 25.000 religiosi, direttamente e indirettamente, dimostrando “spirito patriottico” furono arruolati, per lo più nella Sanità, fungendo come elementi moderatori e guida morale delle truppe.

[1] Il Papa Pio IX, eletto nel 1848, aveva suscitato grandi speranze in tutto il mondo cattolico patriottico italiano ma, dopo l’assassinio nel 1848 del Ministro Rossi e la sua fuga a Gaeta sotto la protezione dell’oscurantista regno borbonico, divenne un irriducibile avversario sia delle nuove ideologie che si stavano affermando in Europa sia della rinuncia al potere temporale dei Papi e non esitò a chiedere la protezione dei Francesi (i successori di Carlo Magno), passando alla storia come uno dei Papi più conservatori se non reazionario. Dopo l’annessione di Roma al Regno d’Italia, con la legge delle guarentigie del 13 maggio 1871 n.214, al Papa furono garantite le prerogative del Pontefice, i palazzi apostolici, l’indipendenza della Santa Sede, la libertà del clero e l’esenzione ai Vescovi dal giuramento di fedeltà al Re. [2]Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores” (elenco contenente i principali errori del nostro tempo), è un elenco di 80 proposizioni di condanna delle dottrine politico-sociali di quel periodo che Papa Pio IX pubblicò insieme all’enciclica quanta cura l’18 dicembre 1864. [3] Non expedit (non è conveniente) formula con la quale la Santa Sede in varie occasioni vietò ai cattolici di partecipare alla vita politica italiana, specie in occasione della nascita del Regno d’Italia.........................................................................................................................................................................................................................................


CAPITOLO VII - IL LIBERISMO E SUA FINE: ITALIA 1861 – 1878

In questo capitolo si ha un panorama socio-economico dell’Italia reale dal 1861 al 1878. Data in cui si afferma nel Paese una nuova classe sociale: la borghesia industriale che non avrebbe mai potuto affermarsi se non con una politica governativa protezionista. Da notare che moltissimi contadini, che rappresentavano la maggior parte della popolazione, vivevano a livello di sussistenza, dopo aver consegnato il pattuito al proprietario del fondo. Si fa una digressione anche sulle due uniche importanti attività industriali presenti in Italia nel periodo post-unità nazionale : l’industria della seta e dello zolfo.................

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