CAPITOLO VI - LA RUSSIA DALLA RIVOLUZIONE DI OTTOBRE 1917 ALLA PACE DI BREST LITOVSK 3 MARZO 1918: I





Il conflitto ideologico tra capitalisti e proletariato generato dalla rivoluzione industriale ha una cruenta svolta. La Russia è il paese socialmente più arretrato d’Europa, con una sterminata massa di contadini, con una nobiltà ed un Clero ortodosso fedeli e complementari alla Corona Zarista, con una scarsa classe operaia concentrata a San Pietroburgo, a Mosca, ed al di là degli Urali e nel bacino carbonifero dl Donbass. La catastrofica condotta della guerra costringe Lo Zar all’abdicazione. Il paese è governato da un governo borghese avente come premier Kerenski, incapace di fare uscire il paese dalla guerra. Dopo sei mesi a fine ottobre un piccolo partito, di ideologia marxista, con una disciplina ferrea ed avente come base elettorale la classe operaia e diretta da intellettuali si impossessò del potere con un colpo di stato. Annullate le elezioni tenutesi di lì a poco, in cui erano risultati perdenti, i bolscevichi prenderanno tutto il potere bollando concetti come la libertà di parola, il liberalismo, nemici del popolo ed attribuibili alla borghesia. Inizierà la costruzione di una società socialista-utopistica, denominata anche come dittatura del proletariato sul principio dell’uguaglianza senza sfruttati e sfruttatori. Non esiteranno ad eliminare tutti gli avversari politici ed a governare con il terrore.

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