Editoriale #151




Coronavirus : perchè l'Italia ha il maggior numero di decessi in Europa?

Con la prima ondata di epidemia, che come tutte le epidemie del passato poteva essere scansata solo con l'isolamento, il duo Giuseppi Conte-Attilio Fontana, che per non rischiare l'impopolarità attese una settimana prima di dichiarare zona rossa Bergamo e vicini - "Tocca a me, tocca a te, no ti sbagli io non posso..."- e così iniziò la prima strage in Lombardia con 15.000 decessi. La seconda ondata grazie all'imprudenza estiva poi si è estesa a tutto il Paese.


Nessuno può compiacersi delle disgrazie altrui ritenendosi migliore, e così da 30.000 morti siamo arrivati a 60.000. Sempre per opportunismo il ceto politico non deve rischiare l'impopolarità, le leggi eccezionali possono essere accettati dal popolo solo per una chiara emergenza. A gennaio tutti in Europa danno per scontata una terza ondata. L'Itala del premier Conte sarà ancora la peggiore?? E dopo la prima ondata si sapeva che le persone fragili sono gli anziani ( in Lombardia gli over 65 anni rappresentano il 90% dei decessi), non si è fatto nulla per isolarli, e si sapeva che con l'apertura delle scuole il virus si sarebbe trasmesso sui mezzi di trasporto e poi i giovani avrebbe infettato la famiglia ed i nonni. Da subito i presidi avevano proposto settimane alternate...ma il genio, il ministro della pubblica Istruzione Lucia Azzolina era sicura di sconfiggere con le sedie girevoli..... magari con un hula oop il coronavirus. Il peggio è stato non aver inglobato almeno parte dell'opposizione nel governo. Il coronavirus è una emergenza e le emergenze come le guerre si combattono e si vincono uniti. Non certo per pavoneggiarsi con menzogne della vittoria.


Calabria

Migrazione sanitaria, disavanzo di 160 milioni di euro e livelli essenziali di assistenza ai minimi termini, che posizionano la regione in coda alle altre 7 Novembre 2020 - Cotticelli commissario alla sanità n Calabria è costretto alle dimissioni

perché in una trasmissione televisiva aveva dimostrato di sapere poco o nulla del settore che avrebbe dovuto governare.

16 Novembre - Zuccatelli, manager pubblico nel settore sanitario ed iscritto al partito del ministro Speranza, Leu ,è nominato nuovo commissario. Si scopre che il nuovo commissario Zuccatelli disse: «Le mascherine non servono a un ca…» ed è costretto a dimettersi. Accordo tra Emergency e Protezione civile in Calabria: da oggi l'associazione umanitaria del principe delle ONG Gino Strada fornirà supporto nei Covid hotel e nei triage degli ospedali, e si occuperà della gestione dei nosocomi da campo. Di Maio si dice “certo che Strada darà un importante contributo per permettere alla Calabria di uscire” dalla crisi sanitaria e definisce il fondatore di Emergency un “patrimonio” che va protetto. 17 novembre, dopo qualche minuto di tentennamento, Eugenio Gaudio, appena nominato commissario ad acta per il piano di rientro della sanità calabrese rinuncia. I motivi sono di «natura familiare». In una intervista a Repubblica.it lo stesso ex rettore de La Sapienza spiega che alla base della decisione ci sono “motivi personali e familiari”. «Mia moglie - ha spiegato - non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro. Un lavoro del genere va affrontato con il massimo impegno e non ho intenzione di aprire una crisi familiare». Già Gino Strada al momento della nomina di Gaudio non aveva accettato l'invito del Governo a fare squadra con l’ex rettore. Ora ha dato definitivamente forfait. Spirlì: «Qui c’è da gestire la sanità, basta ispettori governativi» «Qui non c’è da fare nomine - ha commentato il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì a La Zanzara su Radio 24 - c’è da gestire la sanità. Basta ispettori governativi ne abbiamo le scatole piene. Non arriva la nomina di Strada perché dovranno passare sul mio corpo per fare le nomine, non abbiamo più bisogno di commissari». E ha aggiunto: «Se arriva Strada ne prendiamo atto, dopo il tris facciamo poker» Cala l'entusiasmo a Palazzo Chigi Subito era calato l'entusiasmo a Palazzo Chigi, dove si riteneva che i due nomi indicati, Gaudio e Strada, fossero in grado di aiutare la sanità calabrese a ripartire.

Tutto al limite della farsa.

27 Novembre Giuseppe Longo , ex prefetto è nominato ed accetta l'incarico di commissario dlla Sanità Calabrese.


Union Camere Lombardia . Indagine congiuntura 3 trimestre 2020.

Più in dettaglio, secondo la stima di Eurostat, nel terzo trimestre 2020 il Pil destagionalizzato è cresciuto del 12,7% nell'area Euro e del 12,1% nell'intera Unione europea, rispetto al trimestre precedente. Si tratta di gran lunga degli aumenti maggiori dall'inizio delle serie temporali nel 1995 e un "rimbalzo" rispetto ai cali nel secondo trimestre del 2020, quando il Pil era sceso dell'11,8% nell'area euro e del 11,4% nell'Ue. Secondo le stesse stime Eurostat sul terzo trimestre del 2020, a fare meglio è la Francia con una crescita del 18,2% rispetto al trimestre precedente, seguito dalla Spagna con il 16,7%. L'Italia è il terzo paese europeo con una crescita del 16,1%, rispetto al trimestre precedente che si era chiuso a poco meno del -13%. Il rimbalzo del PIL è stato dovuto all’insieme combinato di più fattori, quali la ripresa dei consumi dovuti ad un calmieramento della pandemia durante il periodo estivo, che ha determinato a sua volta miglioramenti a livello produttivo ed occupazionale ed un recupero della fiducia delle famiglie e delle imprese. Il rimbalzo è stato peraltro per molti inaspettato (le previsioni erano dell’11,2%), o almeno sicuramente di entità superiore alle aspettative. Su base annua, rispetto al periodo giugno-settembre 2019, l'economia ha invece registrato una contrazione del 4,7%. In pratica, in termini di valori assoluti, nel terzo trimestre è stato recuperato un poco più di quello che avevamo perso nel secondo trimestre. Per ora, quindi, il rimbalzo si mantiene all’incirca a forma di “V”, con un andamento speculare rispetto alla discesa, ma manca ancora un trimestre negativo da recuperare. Il 4 trimestre sarà segnato ancora dal propagarsi dell'epidemia nel mondo e dalla elezioni del nuovo Presidente degli Stati Uniti.


Il futuro secondo Macron...

«Siamo in un momento di frattura del capitalismo, che deve pensare alle diseguaglianze e al cambiamento climatico» « il 2020 è stato costellato di crisi. Quella, chiaramente, dell’epidemia di Covid-19 e quella del terrorismo, che negli ultimi mesi è tornato a colpire con grande forza in Europa, ma anche in Africa. Per risolverle nel miglior modo possibile, dobbiamo collaborare. Non riusciremo a sconfiggere l’epidemia e questo virus se non collaboriamo. (...)». (...) E credo che siamo a un punto di rottura anche rispetto al post-1989. Le generazioni nate dopo il 1989 non hanno vissuto l’ultima grande lotta che ha strutturato la vita intellettuale occidentale e le nostre relazioni: l’anti-totalitarismo. (...) Il funzionamento dell’economia di mercato centrata sulla finanza ha permesso l’innovazione e una via d’uscita dalla povertà in alcuni Paesi, ma ha aumentato le disuguaglianze nei nostri. Le nostre classi medie in particolare, e una parte delle nostre classi popolari, sono state la variabile di aggiustamento della globalizzazione; e questo è insostenibile. «Tre anni fa, quando parlavo di sovranità europea o di autonomia strategica, sono stato preso per un pazzo, e queste idee erano ritenute capricci francesi. Siamo riusciti a far muovere le cose. In Europa queste idee si sono imposte. L’Europa della difesa, che credevamo impensabile, l’abbiamo realizzata. Avanziamo nel campo dell’autonomia tecnologica e strategica, mentre tutti erano rimasti sorpresi quando ho iniziato a parlare di sovranità sul 5G (...)». (...) Sono sicuro di una cosa: non siamo gli Stati Uniti d’America. Sono i nostri alleati storici, abbiamo a cuore come loro la libertà e i diritti umani, abbiamo dei legami profondi, ma abbiamo, per esempio, una preferenza per l’uguaglianza che non c’è negli Stati Uniti d’America. I nostri valori non sono esattamente gli stessi. Abbiamo un attaccamento alla socialdemocrazia, a una maggiore uguaglianza, e le nostre reazioni non sono le stesse. Quanto alla sanità, vedrete, ci sarà una diplomazia dei vaccini, il che significa che tutti vorranno sventolare la bandiera e dire: “sono io che l’ho scoperto”. Poi ci sarà una corsa sotto la pressione dell’opinione pubblica per poter dire il più rapidamente possibile “abbiamo il vaccino giusto”. Dovremo essere molto vigili a questo proposito. (...) Sì, in realtà sono diventato ecologista. Lo rivendico e l’ho detto più volte. Penso che la lotta contro il cambiamento climatico e quella per la biodiversità sia centrale nelle scelte politiche che dobbiamo fare. (...) Allo stesso modo, prendiamo l’esempio di una famiglia francese, che ha fatto tutto quello che le è stato chiesto per trent’anni. Le è stato detto: “devi trovare un lavoro” — ha trovato un lavoro. Le abbiamo detto: “Devi comprare una casa” — ma una casa è troppo costosa nella grande città, così l’ha comprata a 40, 50, 60 chilometri dalla grande città. Le è stato detto: “Il modello del successo è avere ciascuno la propria auto” — ha comprato due auto. Le è stato detto: “Se siete una famiglia degna di questo nome, dovete crescere bene i vostri figli, devono andare a musica e poi al club sportivo”. Così, il sabato, facevano quattro viaggi per portare in giro i loro figli. A questa famiglia, poi dite: “Siete grandi inquinatori, avete una casa mal isolata, avete una macchina e la guidate per 80, 100, 150 chilometri. Il nuovo mondo non vi ama”. La gente impazzisce! Dicono: “Ma ho fatto tutto bene! Compreso il fatto che il governo francese per decenni mi ha chiesto di comprare il diesel, e io ho comprato il diesel!”. Ho fatto l’esempio di questa famiglia perché è esattamente così che mi hanno visto alla fine del 2018 (l’inizio della rivolta dei gilet gialli, ndr): come il tizio che all’improvviso ha detto, “tutto quello che fate ogni giorno, seguendo i nostri consigli, ora diventa di colpo cattivo”. Ma mi sono reso conto che abbiamo commesso un errore. Dobbiamo coinvolgere le nostre società in questo cambiamento. Quando dicevamo “cambieremo le cose in meglio”, come il commercio, hanno perso il lavoro. Se ora diciamo loro: “la transizione climatica è una cosa veramente buona perché i vostri figli potranno respirare, ma sarete comunque voi a pagare il prezzo perché saranno il vostro lavoro e la vostra vita a cambiare. Ma non la vita dei potenti, perché loro vivono nei quartieri alti, non guidano mai un’auto e potranno continuare a prendere l’aereo per andare dall’altra parte del mondo”, non funzionerà».



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