Editoriale #152




I governi tecnici della seconda Repubblica furono: Lamberto Dini,1993,Giuliano Amato 2000, Mario Monti 2012 ed ora Mario Draghi. La classe politica e sindacale italiana quando si trova sull'orlo del fallimento economico( per fortuna non militare) ricorre ad un tecnico "super partes" a cui affidare l'ingrato compito di risanare il debito pubblico con misure impopolari, perché i partiti non volevano e tuttora non vogliono assumersi tale responsabilità.

Il gioco del cerino acceso che si passa sempre al secondo....

Lamberto Dini nel 1993, Romano Prodi nel 1996, Giuliano Amato nel 2000, Mario Monti nel 2012. Tutti misero qualche rammendo alle disastrate finanze pubbliche od ancor peggio. Il prof. Mario Monti con la sua cura da cavallo ridusse in fin di vita l'economia italiana, cosa da cui non si è ancora ripresa. Occorre notare che la Banca d'Italia è la lobby più potente d'Italia, se calcoliamo anche Azeglio Ciampi, Lamberto Dini 1993, Romano Prodi 1996, Giuliano Amato 2000, Mario Monti 2012, tutti burocrati europeisti convinti. Tutte persone che non hanno mai rischiato nulla di loro, ma che devono il loro potere apparente alla complessità, ormai ingestibile, dell'immane corpus delle leggi vigenti...

Mario Monti fu accolto con una standing ovation, sia dalla Confindustria sia dal Parlamento, e si sa come andò... Mario Draghi è stato accolto altrettanto bene, ma almeno ha formato un governo con una vasta maggioranza e con alcuni tecnici. Il potere di M5S è drasticamente ridimensionato o tacitato da tutti gli altri, che per competenza possono zittire tutti i parlamentari pentastellati. Ma quello che tiene uniti politici e tecnici sono i duecento miliardi e rotti da incassare e gestire, che l'esimio avv. Giuseppe Conte ha sperato fin all'ultimo di poter gestire in prima persona...

Il presidente uscente, destinato - crediamo - ad essere dimenticato entro sei mesi, era gradito a due cittadini su tre, la stessa quota che guarda caso coincide con quanti non hanno letto un libro o un giornale in un anno solare. Permane ancora l’immagine popolare di colui che ha fatto del proprio meglio per il Paese, mentre nel Mezzogiorno, la sua macroregione elettiva, il legame con la popolazione è dettato dalle logiche assistenzialiste che hanno caratterizzato il suo governo.

Un'ultima osservazione: la Confindustria, in un Paese dove circa il 65% della popolazione attiva è a reddito fisso, non è contata per nulla nelle consultazioni per la formazione del nuovo governo. L'ascensore sociale esiste solo nella burocrazia, non nel Lavoro che crea valore. La politica italiana si affida a Mario Draghi, e lui si candida a Presidente della Repubblica...


Coronavirus ha fatto le sue vittime in Regione Lombardia: fuori Giulio Gallera,( che paga anche per Attilio Fontana,) dentro Letizia Moratti.

Tanto piovve, che rimpasto fu. Sono tre i nuovi assessori della giunta di Regione Lombardia, dopo l’esclusione di Giulio Gallera, Silvia Piani e Martina Cambiaghi: oltre a Letizia Moratti, che avrà la delega al Welfare e sarà vice presidente, entrano Guido Guidesi allo Sviluppo economico e Alessandra Locatelli, che avrà la delega a Famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità, entrambi in quota Lega.

Tra i commenti, anche quello di Massimo Galli, direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano: in Lombardia, nella sanità, «bisogna voltare pagina in modo radicale, lavorando sull’organizzazione degli interventi, il potenziamento della medicina del territorio e la capacità di fronteggiare emergenze come quella che stiamo vivendo». Da Galli, quindi, l’augurio di «buon lavoro» a Letizia Moratti: «Certo è che la gestione dell’emergenza non è terminata, è qui, e gli ultimi segnali non sono affatto favorevoli, bisogna prestare la massima attenzione».


Renzi ed Italia Viva. Lasciamo perdere il fumo ideologico e depistaggi vari. Renzi è stato un pessimo stratega( scarsa visione a lungo termine, vedi sconfitta clamorosa al refrendum costituzionale del 4 dicembre 2016) ma è un ottimo tattico (buona visione a breve termine).Ha capito due cose:

a)M5S aveva ed ha terrore di nuove elezioni. Con la riforma-riduzione dei parlamentari due terzi dei pentastellati stando alle indagini elettorali correnti andrà a zappare. Per questo hanno bisogno di altri due anni per creare una rendita per sè e per gli amici. Rileggete, care lettrici/ lettori la parabola evangelica del fattore "disonesto". Ergo M5S è disposto a cedere su quasi tutto pur di conservare il posto in Parlamento.

b) secondo punto il MES. Non è ancora ben chiaro se il prestito ammonterà a 150 o 200 miliardi ed a quali condizioni bisognerà restituirli, pena il commissariamento dell'Italia. A parte l'opportunità o meno di sottoscriverlo, un fatto è certo: sono tantissimi i miliardi in ballo e sicuramente almeno il 20% finirà nelle tasche principalmente dei politici e sindacalisti dell' attuale governo. Perchè non si obbliga i parlamentari che votano il Mes a rispondere in proprio e solido qualora i futuri governi non siano in grado di ripagare i debiti?


Non è immorale incassare una montagna di soldi dalla UE e non rispondere in proprio della redditività degli investimenti il cui fallimento porterebbe la troika a governare l'Italia?

Siamo convinti che la campagna contro il Covid può essere paragonata a una guerra. E per vincere una guerra occorre la maggioranza più ampia possibile. È evidente che si va verso un bilancio di centomila morti, forse anche di più. Il Prodotto interno lordo è crollato nel 2020 in proporzioni che si erano viste soltanto nel 1943 e nel 1944. I giovani non vengono mandati a morire in Grecia o in Russia, ma la vita sociale subisce limiti fino a un anno fa inimmaginabili: il coprifuoco fissato alle 22, i bar chiusi in Lombardia, il divieto di spostamento tra Regioni, le scuole aperte a singhiozzo. Ebbene, un’emergenza come questa richiede per necessità una maggioranza ampia, ed il coinvolgimento dei grandi partiti.





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