Curva in salita in tutta Europa. Chi è senza vaccino si contagia da quattro a sei volte di più.



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Linkiesta «Siamo già nella quarta ondata della pandemia», ha detto Marco Cavaleri, responsabile vaccini dell’Ema. Si rischiano mezzo milione di morti nel Vecchio Continente fino a febbraio. L’Italia resiste, ma la campagna vaccinale deve accelerare, ha detto Figliuolo alle regioni. Nessun immunizzato tra 12 e 59 anni finora è finito in terapia intensiva. Oggi conferenza stampa del ministro Speranza

Chi non è vaccinato «rischia di contagiarsi sei volte in più dei vaccinati se ha meno di 39 anni e all’incirca 4 volte in più dai 40 in anni in su». È questa analisi dell’Istituto superiore di sanità effettuata calcolando l’incidenza dei nuovi positivi da Covid-19 su 100mila abitanti ad aver convinto il governo della necessità di dare una nuova spinta alla campagna vaccinale gestita dal generale Francesco Paolo Figliuolo – scrive il Corriere. L’azione si muoverà su due fronti: cercare di persuadere i milioni di italiani ancora restii a immunizzarsi e accelerare sulla terza dose. I dati aggiornati al 24 ottobre non tengono conto dell’impennata registrata negli ultimi giorni, ma consentono di individuare in quali settori e fasce d’età si deve intervenire con urgenza. Tenendo conto che i dati di altri Paesi più avanti nelle somministrazioni, primo fra tutti Israele, dimostrano come dopo alcuni mesi l’effetto dei vaccini comincia a scemare e dunque è necessario programmare la terza dose. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha manifestato preoccupazione per il ritmo in cui ha ripreso a diffondersi il virus in Europa, stimando che da qui a febbraio si potrebbe registrare un altro mezzo milione di morti nel Vecchio Continente. «Siamo già nella quarta ondata della pandemia», ha detto Marco Cavaleri, responsabile vaccini dell’Agenzia europea del farmaco.


In Germania – dove soltanto il 66,8 % degli abitanti ha ricevuto una doppia dose – il ministro della Salute Jens Spahn ha chiesto misure restrittive per fare fronte «alla pandemia dei non vaccinati che è enorme». In Italia la situazione è ancora sotto controllo, il numero dei posti occupati nelle aree mediche e nelle terapie intensive rimane sotto il livello di criticità. Ma la curva epidemiologica ha ricominciato a salire. L’Italia resiste e la situazione è ancora sotto controllo. Ma bisogna accelerare, ha detto ieri il generale Francesco Figliuolo in una circolare inviata alle Regioni: «Incrementare le somministrazioni, facilitare l’accesso, anche senza prenotazione». Il ministro per la Salute, Roberto Speranza, ha convocato per oggi una conferenza stampa sul tema. E avverte: «Non dobbiamo accontentarci dell’83% di persone che hanno completato il ciclo vaccinale, che pure è tantissimo. Dobbiamo accelerare sulla terza dose. Il contagio in Europa sta crescendo. Non sottovalutiamo l’allarme dell’Oms». Il governo cerca quindi di fermare la corsa del virus prima che arrivi il freddo e il periodo delle festività di dicembre, quando le occasioni di contagio sono maggiori. Lo fa esaminando i dati aggiornati ogni settimana. Il bollettino di oggi sarà determinante per comprendere quanto veloce sia la risalita della curva. L’analisi sulla protezione del vaccino viene effettuata sulla base dell’incidenza per 100 mila abitanti: quante persone immunizzate si contagiano, vengono ricoverate o finiscono in terapia intensiva. Lo stesso calcolo viene realizzato poi per i non vaccinati. E dimostra come «tra i 12 e i 59 anni in rianimazione non è finito alcun vaccinato e rimangono molto basse le percentuali di ospedalizzati». Nella fascia d’età tra i 60 e i 79 anni «emerge che il vaccino continua a proteggere quasi totalmente dal ricovero in rianimazione». E in area medica, come era già emerso in precedenti report, di solito viene ricoverato chi soffre già anche di altre malattie. Secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di Sanità, nel periodo che va dal 24 settembre al 24 ottobre scorso, l’incidenza dei decessi su 100 mila abitanti dimostra che «tra i 60 e i 79 anni ci sono state 16 vittime tra i non vaccinati contro 1 di chi ha fatto due dosi, mentre per gli over 80 i morti tra chi non era immunizzato sono stati 93, soltanto 8 tra chi aveva completato il ciclo». Tradotti in rischio, questi numeri vogliono dire che i non vaccinati rischiano di contagiarsi da quattro a sei volte in più, di essere ricoverati 20 volte in più fino a 59 anni, poi circa 12 volte dai 60 anni in su, e otto volte se over 80. Per quanto riguarda le terapie intensive «i non immunizzati rischiano 30 volte in più fino a 59 anni, 21 volte in più tra i 60 e i 79 anni, 8 volte in più per gli over 80». Nell’ultimo mese sono finiti in ospedale 2.836 non vaccinati contro 1.814 vaccinati con due dosi. A livello generale, dunque, il rapporto è ancora tutto a vantaggio di chi è immunizzato: su 5 ospedalizzati, tre sono senza vaccino contro i due che invece l’hanno fatto. Per le terapie intensive ci sono stati 331 non vaccinati e 128 vaccinati. Qui la distanza è ancora maggiore: in rianimazione più di due pazienti su tre non hanno fatto la vaccinazione contro il Covid. L’osservazione costante dei numeri relativi alla pandemia ha già evidenziato come a lungo andare i numeri assoluti hanno un effetto ingannevole: più la popolazione è protetta, maggiore diventa infatti il numero di chi può finire in ospedale anche con le due dosi. È quello che viene definito paradosso vaccinale. Ciò succede già oggi per i contagi: tra gli over 80 e i 60-79 enni, la percentuale di vaccinati è decisamente alta, rispettivamente a quota 92,7% e 87,4%: in entrambi i casi in numeri assoluti le infezioni sono più alte tra chi ha fatto le due dosi rispetto a chi è senza (4.033 contro 941 e 9.175 contro 4.207). E ormai tra i 40-59 enni, immunizzati al 76,5%, la diffusione del contagio sempre in dati assoluti è simile: 12.623 vaccinati contro 12.266 no. Bisogna dunque effettuare le percentuali sulle platee di riferimento: i cittadini vaccinati con ciclo completo sono 41 milioni e 915.257, i no vax 9 milioni 231.487. Ebbene nell’ultimo mese la percentuale dei nuovi contagiati tra chi non si è immunizzato è pari allo 0,37%, tra chi è immunizzato è pari allo 0,08%.

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