Draghi esorta Biden a promuovere un piano di pace a lungo termine per l'Ucraina






Il primo ministro italiano afferma che l'invasione della Russia cambierà drasticamente l'UE

Draghi è il primo leader dell'UE a visitare Washington dall'invasione


Il presidente Joe Biden, a destra, incontra il primo ministro italiano Mario Draghi nello Studio Ovale il 10 maggio. Fotografo: Doug Mills/The New York Times/Bloomberg


Il primo ministro italiano Mario Draghi ha affermato che gli alleati dovrebbero iniziare a lavorare sui negoziati per un processo di pace di lunga durata in Ucraina, anche se continuano a sanzionare la Russia per la sua invasione del paese.


“La gente si chiede, come possiamo porre fine a quelle atrocità? Come possiamo raggiungere un cessate il fuoco? Al momento è difficile avere risposte a questo, ma dobbiamo riflettere attentamente su queste domande", ha detto Draghi al presidente Joe Biden durante un incontro alla Casa Bianca martedì. Ha affermato che il presidente russo Vladimir Putin non è riuscito a danneggiare l'alleanza degli Stati Uniti con l'Europa.


Biden ha detto a Draghi che l'Italia è stata uno dei più stretti alleati degli Stati Uniti nell'affrontare il Cremlino. "Se Putin ha mai pensato di poterci dividere, ha fallito", ha detto Draghi.

Le osservazioni di Draghi seguono lo scetticismo di alcuni dei suoi partiti di governo di coalizione sull'impatto della guerra sull'economia italiana e sul sostegno militare offerto all'Ucraina.


Biden e Draghi si sono incontrati per discutere della guerra e per coordinare la loro risposta all'invasione della Russia. È la prima visita a Washington di un leader dell'Unione Europea da quando è scoppiato il combattimento in Ucraina il 24 febbraio.


Cambiamenti drastici

Draghi, che ha chiesto un maggiore coordinamento dell'UE in materia di difesa e politica estera, ha avvertito martedì che la guerra porterebbe un cambiamento "drastico" in Europa.


Draghi esorta gli Stati membri dell'UE a rinunciare ai veti sulla politica estera

Nonostante la dipendenza dell'Italia dall'energia russa, Draghi ha spinto l'UE a sanzionare le importazioni di petrolio russo. Ha anche sostenuto l'invio di armi pesanti in Ucraina nonostante la resistenza nella sua ampia coalizione di governo.


Durante il loro incontro, Biden ha detto a Draghi che gli Stati Uniti sono pronti ad aumentare la loro produzione di petrolio se ciò non influirà sugli obiettivi di energia pulita, secondo le osservazioni condivise dai funzionari italiani.


Gli Stati Uniti e l'UE a marzo hanno annunciato un piano per la fornitura di almeno 15 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto al blocco quest'anno per sostenere il taglio dell'energia russa.


Anche l'Italia e gli Stati Uniti hanno collaborato al sequestro dei beni degli oligarchi russi.


L'Italia ha congelato circa 1 miliardo di euro di beni tra yacht e ville con l'aiuto dell'intelligence statunitense, secondo persone che hanno familiarità con la questione. Hanno chiesto di non essere identificati per la delicatezza della questione.


La scorsa settimana, le autorità italiane hanno ordinato che il superyacht Scheherazade fosse tenuto in un porto toscano, affermando che è collegato ai massimi livelli del governo russo che sono oggetto di sanzioni dell'UE.


L'incontro di Draghi con Biden suggella il passaggio dell'Italia a una politica estera filo-atlantica iniziata quando l'ex capo della Banca Centrale Europea è stato nominato primo ministro nel 2021 e accelerata con l'inizio della guerra in Ucraina.


Per saperne di più: Draghi ha iniziato a smantellare decenni di legami italiani con la Russia


Draghi e Biden si sono incontrati l'ultima volta di persona ad ottobre in un incontro del Gruppo dei 20 a Roma. Entrambi parteciperanno ai vertici del Gruppo dei Sette e della NATO a giugno.


Draghi incontrerà mercoledì la presidente della Camera Nancy Pelosi al Campidoglio degli Stati Uniti, prima di ricevere il premio per la leadership distinto dal Consiglio Atlantico quella sera.


Delineare un percorso negoziale anche se difficile che porti alla fine della guerra Riaprire i porti per l’export di grano ed evitare una crisi alimentare nei paesi poveri Marco Valsania WASHINGTON Occorrono, certo, continue pressioni su Mosca e un incessante sostegno all’Ucraina. Ma anche «cominciare a chiedersi come costruire la pace». Delineare un percorso negoziale che, se «molto difficile», possa portare ad una fine della guerra che sia anzitutto quella «voluta dall’Ucraina», non «imposta da altri». Il presidente del Consiglio Mario Draghi, all'indomani del suo vertice con Joe Biden, ha riassunto così la discussione tra i due alleati avvenuta nello Studio Ovale della Casa Bianca. Una discussione che per Draghi prende le mosse dalla constatazione che il conflitto ha «cambiato fisionomia». Non è più tra «un Golia e un Davide», con la potenza russa che si è dimostrata «non invincibile». Appare a questo punto essenziale non «cercare di vincere» ma riflettere su obiettivi e definizione di vittoria, «su quale tipo di pace si vuole» con gli sforzi di tutti, compresi Usa e Russia. Tutto ciò non per «dimenticare» quanto avvenuto con l’invasione perpetrata da Mosca. Draghi, incontrando nel pomeriggio i parlamentari Usa e lo Speaker della Camera Nancy Pelosi, ha ribadito come questa rappresenti una sfida «al cuore della democrazia» e un attacco alle norme del sistema internazionale. Ma bisogna allo stesso tempo «guardare al futuro». Un futuro che dovrà oltretutto fare i conti con la «ricostruzione dell’Ucraina», dove D

servirà un ruolo forte e collettivo di una Unione europea che Draghi vede più unita che mai quale risultato del conflitto. «L’Europa è l’alleato degli Usa», ha aggiunto, «ma siamo in una fase di cambiamento e occorrono riflessioni». Su un capitolo delicato, l’autonomia strategica dell'Europa, Draghi ricorda invece pragmaticamente che è un’idea da chiarire e che, tra stati membri, serve anzitutto una razionalizzazione della spesa militare per evitare duplicazioni. Draghi ha ipotizzato un’iniziale tappa su una strada che voglia essere diretta a «riavviare e intensificare i contatti» tra le parti nella tragedia di Kiev. Il superamento della paralisi dell’export dai porti ucraini, che minaccia di aggravare carenze di cereali e sementi e una crisi alimentare internazionale che mette in pericolo «decine di milioni di persone nei paesi più poveri». L’apertura dei porti, sostiene Draghi, «può diventare un primo esempio di dialogo», con la rimozione di eventuali mine ucraine e di blocchi navali russi. Il premier è stato inoltre cauto su domande di esclusione della Russia da consessi internazionali, o di boicottaggi alleati in caso contrario. «Può significare abbandonare il resto del mondo», ha ammonito. La questione energetica, che alimenta il problema dell’inflazione«molto sentito» sia in Europa che negli Stati Uniti, è stato l’altro capitolo scottante nel viaggio americano di Draghi. Con Biden ha detto di aver affrontato la necessità di «decisioni e provvedimenti” sia sui prezzi che sulla disponibilità di energia. E di aver condiviso il concetto di “tetti” tanto al prezzo del gas, idea cara all’Italia ma non condivisa da tutti partner europei, quanto a livello globale al costo del petrolio, al quale sono attenti gli americani. Draghi ha ipotizzato l’esercizio del potere di mercato dell’Europa quando si tratta di gas; di «cartelli di compratori» o, meglio, di spinte a persuadere l'Opec ad aumenti della produzione sul fronte del greggio. Ha denunciato che “distorsioni” nel funzionamento dei mercati esistono in realtà da prima della guerra e che quindi vanno affrontate. E ha comunque tenuto a chiarire come nessun provvedimento dovrà andare «a detrimento di investimenti nelle fonti rinnovabili», che semmai richiedono «interventi più forti». Su una sfida energetica urgente, le attuali forniture di gas russo all'Europa, ha sottolineato che l’Italia è “attiva” nella riduzione della dipendenza. Ma ha aggiunto che nel frattempo il controverso pagamento in rubli richiesto da Mosca da parte delle aziende potrà avvenire senza violare sanzioni contro il Cremlino. «Non ci sono pronunciamenti ufficiali su ciò che significa violare le sanzioni. Nessuno ha detto se pagamenti in rubli costituiscano una violazione». E ha aggiunto che «gran parte degli importatori di gas hanno già conti in rubli». Anche una Libia che diventi «stabile» è stata inoltre discussa da Draghi con Biden in chiave di energia, quale fornitore di gas e petrolio per Italia ed Europa. Le tensioni economiche, complicate dal conflitto, hanno visto il presidente del Consiglio prevedere che l’Italia riesca a evitare una recessione. «Non vedo una recessione quest'anno», ha detto, nonostante le incertezze. Ha citato la tenuta dell'attività nei settori dei servizi. Ha tuttavia evidenziato come la missione delle banche centrali, alzare i tassi contro l'inflazione ma evitare recessioni, "non sia facile".

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