FORZA ITALIA-LEGA NORD-ALLEANZA NAZIONALE


Questo quarto volume è molto importante perché in esso è descritto il fallimento del cartello delle sinistre che si era già formato nel 1994 con l’inizio della II Repubblica. Esso era formato da un insieme di partiti “riformisti” rissosi per fumosi motivi ideali (ex-comunisti, ex-democristiani, ecologisti ecc.) che tentarono di percorrere un sentiero virtuoso per il risanamento economico sociale del Paese. È importante notare che il rapporto PIL/debito pubblico durante il Governo Prodi era diminuito leggermente e vi erano concrete possibilità che alla normale fine della legislatura si sarebbe assestato al 100% senza bisogno di ricorrere a manovre di “macelleria sociale”.








1.1- Forza Italia


La campagna elettorale per le elezioni politiche del 2006 fu una delle più accese di tutta la storia repubblicana. Forza Italia e la coalizione di centrodestra, guidata da Berlusconi che si ricandidava, si presentavano agli elettori chiedendo un giudizio positivo sull'esperienza dei due governi guidati da Berlusconi, durati complessivamente cinque anni.

Sul campo avverso si presentava L’Unione, la coalizione di centrosinistra rinnovata e guidata da Romano Prodi, che giudicava in modo diametralmente opposto l’esperienza legislativa dei governi guidati da Berlusconi………………………………………………………..

Nel totale dei telegiornali e dei programmi d’attualità di prime time, i tre canali pubblici monitorati trasmisero servizi piuttosto equilibrati sulla campagna in termini di quantità. Per quanto concerne il tono dei servizi, Rai Uno e Rai Due favorirono per lo più la coalizione di centrodestra, mentre Rai Tre favorì quella di centrosinistra.

Le reti private avvantaggiarono chiaramente, in termini di qualità e di quantità, Berlusconi e il suo partito Forza Italia. Per lo più, sui canali principali sembravano generalmente mancare servizi critici e investigativi per offrire al pubblico una valutazione approfondita dei candidati e dei partiti partecipanti alle elezioni. Complessivamente però, gli elettori ebbero accesso ad un ampio spettro di opinioni, il che permise loro di fare scelte informate al momento del voto.

In chiusura della campagna, il Presidente del Consiglio uscente lanciò la proposta dell'abolizione dell'ICI sulla prima casa. La Casa delle Libertà riuscì così a riconquistare la fiducia di molti elettori e Forza Italia si riappropriò della leadership all'interno della coalizione.

Dopo le elezioni a lui sfavorevoli Berlusconi, costretto a stare all’opposizione, si sentì minacciato nel suo impero mediatico televisivo e scatenò una violenta opposizione contro il Governo Prodi che dimostrava di voler modificare le precedenti leggi “ad personam” e la legge Gasparri sulle frequenze televisive approvate dal suo Governo nel quinquennio precedente. Usò tutto il suo potere mediatico e non esitò a tramare con alcuni componenti della maggioranza di centrosinistra per mettere in minoranza in Parlamento il Governo Prodi. Compito abbastanza facile considerata l’accozzaglia di partiti di estrazione eterogenea facenti parte della coalizione di centrosinistra e l’esiguità del vantaggio della coalizione di sinistra sulla destra.

Il 18 novembre 2007 Silvio Berlusconi, a margine di un'iniziativa di Forza Italia contro il Governo Prodi, dichiarò il prossimo scioglimento del partito, che sarebbe poi confluito in una formazione maggiore, il partito del Popolo della Libertà di cui avrebbe fatto parte Alleanza Nazionale. Esito elezioni in un altro articolo di stampo neutrale....


1.4 - La Lega Nord

Per le elezioni politiche del 2006 la Lega si alleò nuovamente con Berlusconi all’interno della “Casa delle Libertà”, questa volta con un alleato in più, il Movimento Per l’Autonomia di Raffaele Lombardo, politico siciliano, ex Presidente della Provincia di Catania ed Eurodeputato di provenienza democristiana.

Il Movimento di Lombardo era composto da esponenti provenienti in gran parte dalla Democrazia Cristiana, aveva il suo radicamento in Sicilia e sosteneva politiche in favore del Mezzogiorno, come la costruzione del ponte sullo stretto di Messina. Condivideva con la Lega il fattore dell'autonomismo regionale. Si opponeva però ad un federalismo fiscale che si appoggiasse totalmente sulle spalle delle Regioni. L'obiettivo dei due partiti alleati, secondo Raffaele Lombardo, era quello di «porre fine alla conflittualità tra autonomia e federalismo» e di «trasformare i conflitti in sinergie e collaborazione tra Nord e Sud del Paese».

Anche il Partito Sardo d'Azione presentò suoi candidati nella lista Lega-MPA per l'elezione della Camera.

Alle elezioni la Casa delle Libertà perse di misura, si formò il Governo Prodi II e la Lega si collocò all'opposizione di Prodi.

Dopo le elezioni, il gruppo leghista alla Camera era formato da ventitré Deputati, il cui capogruppo era l'ex Ministro Roberto Maroni, mentre al Senato a capo dei tredici Senatori c'era l'ex Guardasigilli Roberto Castelli.

Il successivo 25 e 26 giugno del 2006 gli italiani furono chiamati ancora una volta alle urne per votare un nuovo referendum, quello “costituzionale” sulla devolution[1].

Al voto per il referendum si recò oltre il 50% più 1 richiesto per il quorum (52,6%), ma vinse il “no” con il 61% e la proposta della devoluzione venne bocciata. Solo in Lombardia e Veneto vinsero i “si”. Il Paese aveva paura della devoluzione, aveva paura di avere 20 sistemi sanitari, scolastici e di polizia locale diversi, con il Nord più favorito rispetto al Sud..................................


1.5 - Alleanza Nazionale


Dopo la sconfitta del 2006, il Segretario di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini aveva proposto di traghettare il partito verso i Popolari Europei, decisione che fu confermata dall’assemblea del partito.

Alla fine del 2006 si era formato all’interno di AN il think-tank FareFuturo, sul modello dei pensatoi conservatori americani e spagnoli, che provocò la fuoriuscita di Francesco Storace e di Daniela Santanchè.

Obtorto collo l’8 febbraio 2008 Fini confermò l’intenzione di aderire al nuovo soggetto: Popolo della Libertà insieme con Forza Italia e con altri partiti minori.

Il 21 e 22 marzo 2009 alla Fiera di Roma si svolse il terzo e ultimo Congresso di An: “Nasce il partito degli italiani”. Il palco, suggestivo, era a forma di ponte. I congressisti approvarono all’unanimità il passaggio al Pdl.

[1] Vedere anche Volume III capitolo II. Questa riforma prevedeva la cosiddetta “devoluzione dei poteri alle regioni”. In particolare, la riforma avrebbe trasformato in materie di esclusiva competenza regionale, l’organizzazione scolastica e sanitaria, la polizia regionale e locale. Inoltre prevedeva che una seconda Camera (il Senato) non avrebbe più votato la fiducia al Governo e sarebbe stata eletta contestualmente ai Consigli regionali, di cui sarebbe stata una sorta di rappresentanza parlamentare. Per la gran parte delle leggi era previsto soltanto un passaggio alla Camera, con il Senato che avrebbe dovuto limitarsi a richiederne l’esame e suggerire modifiche, [si trattava di un punto molto simile alla successiva riforma proposta da Renzi, che però precedeva l’abolizione del titolo V della Costituzione, in pratica tutti i poteri precedentemente concessi nel 2001 alle regioni sarebbero tornati al potere centrale]. Il Senato avrebbe avuto maggiori competenze sulle leggi con riguardo alle autonomie regionali. Infine la riforma prevedeva l’istituzione di un cosiddetto “premierato forte”, con un Presidente del Consiglio scelto direttamente alle elezioni, che si sarebbe insediato immediatamente, senza bisogno di chiedere la fiducia alla Camera. La riforma attribuiva al Presidente del Consiglio il potere di sciogliere le camere e rendeva complicato sfiduciarlo. Il Presidente della Repubblica sarebbe stato spogliato di quasi tutti i suoi poteri e sarebbe rimasto una figura soltanto di carattere cerimoniale (ancora più di quanto non lo sia oggi, insomma). La riforma prevedeva anche una modifica alla composizione della Corte Costituzionale, dove i membri nominati dalla magistratura e dal Presidente della Repubblica sarebbero diminuiti a favore di quelli di nomina politica...............................................

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