Germania elezioni federali. Prossimo governo di coalizione: ménage à trois .



Die Alte Tante ist zurueck

La veccia zia è ritornata


Risultati elezioni in Germania

SPD Olaf Scholtz 25,7% voti 206 seggi

CDU/CSU Armin Laschet 24,1% “ 196 “

GRÜNE Annalena Baerbock 14,8% “ 118 “

FDP Christian Linder 11,5% “ 92 ”

AFD Alice WEidel 10,3% " 83 "

DIE LINKE Janine Wissler 4,9% " 39"

ALTRI 8,79% " 1

Perdendo oltre 8 punti in quattro anni, la CDU ottiene il peggior punteggio della sua storia. Ma la frammentazione del panorama politico è tale da tenere il Paese in sospeso per qualche tempo prima che venga eletto un cancelliere.

La mobilitazione della cancelliera, che si è manifestata tre volte in cinque giorni al fianco del candidato democristiano Armin Laschet, ha permesso al suo partito di chiudere in extremis l’ampio divario con la SPD. La minaccia di una svolta a sinistra ha mobilitato visibilmente la base della CDU-CSU. “La struttura elettorale in Germania è conservatrice e caratterizzata da un'avversione per gli sconvolgimenti”, sottolinea Wolfgang Merkel, professore di politica comparata e ricerca sulla democrazia alla Humboldt University di Berlino. Di fronte a un decennio di cambiamenti legati al clima, i tedeschi in tutto il mondo vogliono una politica per combattere la crisi climatica, ma le riforme non dovrebbero essere troppo radicali e non dovrebbero interferire troppo con il loro modo di vivere. "


Il FDP,( Liberali) l’ago della bilancia

Il risultato del voto "esprime il rifiuto di un governo di sinistra", vuole ancora far credere il presidente della CSU (alleato della CDU) Markus Söder. Anche il presidente liberale Christian Lindner, vede nei risultati elettorali di domenica sera la volontà dei tedeschi di realizzare un "governo al centro". Tuttavia, non ha escluso di negoziare una coalizione con SPD e Verdi. A meno che SPD e CDU-CSU non si rassegnino alla rialleanza, Christian Lindner dovrebbe quindi essere determinante prossimo cancelliere, proprio come i Verdi. Anche il presidente della FDP e il copresidente dei Verdi, Robert Habeck, hanno parlato domenica sera della possibilità che le loro due parti discutono insieme prima di avviare le trattative con la CDU-CSU o la SPD.

"Un grande successo" per la SPD

Olaf Scholz è il candidato cancelliere della SPD dopo 16 anni passati sotto la guida della capace, prudente ed opportunistica Angela Merkel. I tedeschi hanno scelto Lui nel segno della sicurezza e continuità. Questo 63enne uomo di esperienza, è iscritto a SPD da quando aveva 17 anni ed è membro del Bundestag da 23 anni, ha curato molto bene il suo profilo nella campagna elettorale. Ministro del Lavoro durante la crisi finanziaria, poi ministro delle Finanze e vicecancelliere negli ultimi quattro anni, ha un temperamento e un approccio alla politica che lo collocano nella continuità di Angela Merkel.

Sebbene l'umorismo non sia il suo punto forte, non ha esitato a giocare su questa vicinanza con malizia. Si è vantato di essere stato in grado di diventare "cancelliera" su un poster della campagna elettorale e ha assunto la posa tradizionale di Angela Merkel, le mani a forma di diamante. Molto cerebrale come Lei, questo ex avvocato del lavoro nato a Osnabrück in una famiglia di tre ragazzi è un uomo del nord. Poco loquace, coltiva la discrezione e non ama per nulla i conflitti, che cerca di risolvere con pragmatismo nascosto.

Come l'FDP, i Verdi non escludono nessuna alleanza ma la loro candidata, Annalena Baerbock, non ha mai nascosto la sua preferenza per i socialdemocratici. Ha anche sottolineato il desiderio di cambiamento degli elettori tedeschi. Pur riconoscendo i suoi errori, che sono costati al partito ambientalista il secondo e il primo posto , la quarantenne ha sottolineato che è stato il miglior punteggio nella storia dei Verdi. "Questo paese ha bisogno di un governo per il clima", ha concluso.


SPD e Verdi non avendo la maggioranza assoluta sono alla ricerca di un terzo partito di maggioranza potrebbe non essere semplice. Negli ultimi anni i socialdemocratici hanno sofferto molto la coalizione con la CDU, e spesso l’attuale dirigenza ha sostenuto di non volerla ripetere. Qualora dopo il voto la SPD volesse tenere fede a questa linea, dopo aver raggiunto un’intesa con i Verdi avrebbe di fronte a sé due strade, per molti aspetti opposte: includere la Linke o fare un accordo con la FPD. Entrambi gli scenari avrebbero profonde ripercussioni, tanto sulla politica interna quanto sull’Europa.

Un report recentemente pubblicato dall’Istituto Svedese per gli Studi sulle Politiche Europee ha evidenziato ad esempio come un accordo con la Linke potrebbe frenare le ambizioni tedesche verso un’Europa più autonoma in politica estera. Il partito infatti è storicamente contro la creazione di un esercito comune europeo, e scettico verso una politica estera unitaria (così come verso la NATO, ad esempio). I Verdi e i socialdemocratici potrebbero trovare con la Linke diversi punti di accordo sulle politiche sociali e sugli obiettivi ambientali, tanto a livello nazionale quanto in Europa, ma è chiaro che il tema di una politica estera autonoma rimarrebbe un forte nodo interno alla maggioranza.


Come fare notare l’autore dello studio, Valentin Kreilinger, sarebbero invece proprio le politiche sociali e climatiche a creare potenziali conflitti sui temi europei in caso di governo con la FDP. I liberali tedeschi sono favorevoli a un’Unione Europea federale e con una marcata autonomia strategica, oltre che con una propria Costituzione e un Parlamento con più iniziativa legislativa (in linea con quanto chiedono i Verdi). Tuttavia, rifiutano da sempre un debito comune europeo o l’introduzione di tasse comunitarie, due temi che sono invece al centro della visione di SPD e Verdi. La conflittualità si produrrebbe inoltre anche sul fronte interno, dato che tanto i Grüne quanto i socialdemocratici propongono politiche sociali come l’introduzione di una patrimoniale, l’aumento del salario minimo o una tassazione maggiormente progressiva.

Un governo semaforo con i liberal-democratici (chiamato così dai colori dei partiti) darebbe maggiore tranquillità in termini puramente numerici, ma il prezzo da pagare potrebbe essere quello di sacrificare parti consistenti del programma elettorale.


Attualmente, il 37% dei tedeschi vede con favore una coalizione semaforo, contro il 27% di favorevoli a un governo con la Linke.


Ma se l'Europa non hatrovato molto spazio in campagna elettorale, per Scholz la scelta degli alleati sarà il primo grande nodo da sciogliere qualora vincesse le elezioni; una decisione da cui dipenderà l’identità del suo governo, e che non potrà prescindere dalla dimensione europea.