I Droni e perché la Russia ha perso così tanti carri armati in Ucraina





I droni( macchine volanti telecomandati).

Da quando Vladimir Putin ha invaso l'Ucraina alla fine di febbraio, droni di tutte le forme e dimensioni sono stati utilizzati da entrambe le parti in conflitto. A un'estremità della scala ci sono grandi droni militari che possono essere utilizzati per la sorveglianza aerea e per attaccare obiettivi a terra. Al contrario, i piccoli droni commerciali possono essere pilotati da persone senza alcun addestramento specifico e portati in giro in una scatola delle dimensioni di una valigia. Sebbene entrambi i tipi di droni siano stati utilizzati in conflitti precedenti, l'attuale scala di utilizzo di piccoli droni commerciali in Ucraina non ha precedenti.

"I droni hanno cambiato il modo in cui doveva essere la guerra", afferma Valerii Iakovenko, il fondatore della compagnia di droni ucraina DroneUA. “Si tratta di intelligence, raccolta e trasferimento di dati sui movimenti o posizionamenti delle truppe nemiche, correzione del fuoco dell'artiglieria o addirittura bombardamento mirato di obiettivi militari individuati. Riguarda le azioni dei contro-sabotatori e ovviamente si tratta di operazioni di ricerca e salvataggio". Iakovenko stima che le forze ucraine stiano operando più di 6.000 droni per la ricognizione e afferma che questi possono collegarsi con i sistemi satellitari Starlink di Elon Musk per caricare filmati. "Nel 2014, i droni sono diventati al centro dell'attenzione delle unità di intelligence, ma la loro scala non può essere paragonata a quella che vediamo oggi", afferma. (La Russia ha iniziato la sua invasione dell'Ucraina nel 2014 con l'annessione della Crimea.)


Perché la Russia ha perso così tanti carri armati in Ucraina

Nel corso dell’invasione dell’Ucraina, le forze russe hanno perso un eccezionale numero di carri armati. Secondo le stime dell’esercito ucraino, che però sono giudicate eccessive, i carri armati russi distrutti sarebbero 1.300; ma anche se ci si basa su stime indipendenti e più affidabili fatte da esperti militari occidentali si parla di almeno 700 mezzi distrutti. Come ha scritto Le Monde, sono circa un quarto del totale dei carri armati a disposizione della Russia. Questo grandissimo numero di carri armati persi (a cui si vanno ad aggiungere gli altri mezzi blindati) è un fattore piuttosto notevole dal punto di vista militare. Ha condizionato soprattutto la prima fase della guerra, quella che si è combattuta a nord e attorno a Kiev, e ha varie spiegazioni: in parte la strategia usata dai russi, in parte l’impreparazione dei militari dell’esercito, e in parte preponderante il fatto che i carri armati russi, molti dei quali risalenti all’epoca sovietica, sono particolarmente inadatti ad affrontare le armi di cui è fornito l’esercito ucraino, a tal punto che si è parlato di un “difetto di progettazione”. Soprattutto nella prima fase della guerra, quando le forze russe hanno cercato invano di conquistare Kiev e il nord dell’Ucraina, le lunghe colonne di carri armati russi bloccati e semidistrutti lungo le strade ucraine sono stati uno dei simboli del fallimento dell’offensiva russa. Questo fallimento si deve anzitutto a vari errori tattici dell’esercito russo, basati su previsioni completamente sbagliate. La Russia era convinta che sarebbe stata in grado di conquistare Kiev nel giro di pochi giorni, e che in generale avrebbe incontrato poca resistenza nella sua avanzata: per questo, le forze russe non si erano preoccupate più di tanto di proteggere i loro mezzi pesanti e blindati, come i carri armati, e li avevano avviati in lunghe colonne lungo le strade principali dell’Ucraina, praticamente senza protezione. La resistenza ucraina però è stata molto più tenace del previsto, come si è visto, e le colonne di carri armati russi sono diventate un bersaglio facile per i missili anticarro portatili Javelin e NLAW, che l’Occidente ha fornito all’Ucraina in enormi quantità: basta distruggere i primi carri della colonna e tutti gli altri sono bloccati. In molte altre occasioni, i carri armati russi si sono trovati isolati, magari perché inviati in zone remote, e anche in quel caso sono diventati un bersaglio facile. A questi problemi, sostengono gli esperti, ha contribuito il fatto che la dottrina militare russa concede molta poca autonomia ai propri soldati sul campo: i militari sono addestrati a seguire gli ordini in maniera rigida, e quando si trovano davanti a una condizione imprevista non hanno l’addestramento necessario per affrontarla. Ci sono poi stati i numerosissimi casi di diserzione, che sono diventati famosi dopo che hanno preso a circolare immagini di agricoltori ucraini che trainavano con i loro trattori carri armati russi abbandonati. Il fenomeno più commentato, però, è il fatto che i carri armati russi siano molto poco adatti per questa guerra. In Ucraina, la Russia ha usato grossomodo tre tipi di carri armati: i T-72, che risalgono all’epoca sovietica e che costituiscono il grosso dei carri armati impiegati; i T-80, che sono una versione aggiornata dei T-72 e risalgono anche loro all’epoca sovietica; e i T-90, i più moderni tra quelli impiegati. Benché siano mezzi diversi, tutti e tre condividono alcune caratteristiche progettuali: sono più piccoli e bassi dei carri armati occidentali (dunque più maneggevoli) e possono trasportare al loro interno soltanto tre persone, contro le quattro di buona parte dei mezzi dell’Occidente. Per risparmiare spazio, i progettisti sovietici decisero di inserire le munizioni all’interno del carro armato, sotto la torretta. Questa caratteristica rende i carri armati particolarmente vulnerabili agli attacchi dall’alto, perché un’esplosione sul tetto (può bastare un forte aumento della temperatura, o della pressione all’interno dell’abitacolo) può far esplodere le munizioni, distruggendo il carro armato dall’interno e mettendo gravemente in pericolo le persone che ci sono dentro, che hanno pochissimi secondi per abbandonare il mezzo. Il fatto è che i Javelin in dotazione all’esercito ucraino attaccano i carri armati proprio in questo modo, con una traiettoria particolare che fa cadere il missile esattamente sul tetto del mezzo. Non è un caso che, nelle zone da cui la Russia si è ritirata nelle ultime settimane, sia pieno di carri armati con la torretta divelta: è saltata via dopo l’esplosione delle munizioni all’interno. I carri armati occidentali non hanno questo problema: le munizioni sono spesso posizionate all’esterno del mezzo, che rimane protetto anche in caso di esplosione.

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