Il rapporto della Commissione Nazionale Statunitense sugli attentati alle Torri Gemelli






....... "Storia della II e III Repubblica dal 1994 al 2018 e dello stato sociale" Volume III cap.IV

di Silvano Zanetti , di prossima pubblicazione come e-book.


Ecco una sintesi del rapporto elaborato dalla Commissione nazionale sugli attacchi terroristici contro gli Stati Uniti, che concluse il suo lavoro il 21 agosto 2004[1].

Già nel febbraio del 1993, un gruppo guidato da Ramzi Youssef aveva tentato di abbattere il World Trade Center di New York con un camion bomba. Vi furono sei morti e circa mille feriti. I piani di Omar Abdel Rahman e altri per far saltare in aria i tunnel di Holland e Lincoln e altri monumenti di New York City fallirono per l’arresto dei cospiratori.

Nell'ottobre del 1993, le tribù somale danneggiarono alcuni elicotteri statunitensi, uccidendo 18 persone e ferendone 73 in un incidente che divenne noto come "Black Hawk Down". Anni dopo si sarebbe appreso che quei membri delle tribù somale avevano ricevuto aiuto da al Qaeda.

All'inizio del 1995, la polizia di Manila scoprì un complotto di Ramzi Youssef per far esplodere una dozzina di aerei di linea statunitensi mentre volavano sopra il Pacifico.

Nel novembre 1995 un'autobomba esplose davanti all'ufficio del Direttore del programma americano per la Guardia nazionale saudita a Riyadh, uccidendo cinque americani e altri due.

Nel giugno 1996, un camion bomba demolì il complesso di appartamenti di Khobar Towers a Dhahran, in Arabia Saudita, uccidendo 19 militari degli Stati Uniti e ferendone centinaia. L'attacco era stato condotto principalmente da Hezbollah saudita, un'organizzazione che aveva ricevuto aiuto dal governo iraniano.

Era dal 1993, all’indomani della prima guerra in Iraq, che gli Americani erano diventati invisi ad una parte del mondo mussulmano ed oggetto di attentati terroristici. I giovani musulmani, che negli anni ‘80 si erano recati in Afghanistan a combattere contro i russi, al ritiro di questi negli anni 90 si trovarono un altro nemico per sopravvivere.

Fino al 1997 i servizi segreti degli Stati Uniti non consideravano Bin Laden, un ricco finanziere del terrorismo, un leader terrorista. Nel febbraio 1998, Osama Bin Laden e altri quattro rilasciarono una sedicente fatwa, dichiarando pubblicamente che era un decreto di Dio che ogni mussulmano avrebbe dovuto fare del suo meglio per uccidere qualsiasi americano, militare o civile, in qualsiasi parte del mondo, a causa dell'occupazione americana "dei luoghi santi dell'Islam e dell'aggressione contro i mussulmani”. Impadronendosi dei simboli della gloria passata dell'Islam, prometteva di ridare orgoglio a chi si considerava vittima di cattivi maestri stranieri. Venivano usate allusioni culturali e religiose al sacro Corano e ad alcuni dei suoi interpreti. Faceva appello alle persone disorientate dal cambiamento ciclonico mentre affrontavano la modernità (la parità di sesso, la rivoluzione sessuale) e la globalizzazione. La sua retorica attingeva selettivamente da molteplici fonti: l'Islam, la storia e il malessere politico ed economico della regione.

Ma il vero problema dell’Islam è l’integralismo. La legittimazione di qualsiasi potere, civile, militare, religioso è subordinata ad una accettazione fideistica del Corano. Il laicismo, separazione tra Stato e religione, non ha mai avuto successo. Il profeta Maometto attingendo sia alla tradizione ebraica, sia alla tradizione cristiana, sia alla tradizione semitica araba, aveva scritto una religione per beduini erranti negli immensi spazi del deserto subtropicale, che insegnava ad ogni fedele mussulmano come comportarsi dalla nascita alla morte in un rapporto diretto con Allah (senza l’intermediazione di una classe sacerdotale). Ma il Corano proibiva il suicidio e per comprendere i numerosi attentati si può solo fare appello alla psicologia e alla sociologia. Solo persone disperate possono scegliere il suicidio come ultima forma di protesta contro presunti gravissimi soprusi.

Verso la fine del 1998 o all'inizio del 1999, prevalse nel gruppo di Bin Laden la strategia elaborata da Khalid Sheikh Mohammed (KSM) chiamata "operazione degli aerei". Che sarebbe sfociata negli attacchi dell'11 settembre. Bin Laden e il suo capo delle operazioni, Mohammed Atef, occuparono posizioni di leadership indiscussa in al Qaeda. Bin Laden fornì a KSM quattro agenti operativi iniziali per gli attacchi aerei suicidi negli Stati Uniti, e nell'autunno del 1999 iniziò l'addestramento dei piloti. Le nuove reclute includevano quattro membri di una cellula di estremisti mussulmani espatriati residenti ad Amburgo, in Germania. Uno divenne il comandante tattico dell'operazione negli Stati Uniti: Mohamed Atta.

I servizi segreti statunitensi avevano raccolto spesso informazioni di attacchi pianificati da al Qaeda. Lavorando con i servizi di sicurezza stranieri, la CIA aveva individuato e distrutto alcune cellule di al Qaeda. Il nucleo dell'organizzazione di Bin Laden rimaneva tuttavia intatto.

Nel dicembre 1999, le notizie sugli arresti della cellula terroristica in Giordania e l'arresto di un terrorista al confine USA-Canada entrarono a far parte di un "allarme del millennio". Il governo e la pubblica opinione erano in allerta per ogni eventuale attacco.

Nell'estate del 2000, tre dei quattro membri della cellula di Amburgo erano arrivati ​​sulla costa orientale degli Stati Uniti e avevano iniziato l'addestramento dei piloti. All'inizio del 2001, un quarto pilota, futuro hijacker, Hani Hanjour, si recò in Arizona con un altro operativo, Nawaf al Hazmi, e partecipò ad un corso di addestramento per pilota di aereo. Nel 2001 i congiurati ebbero problemi. Diversi partecipanti si erano ritirati; altri non poterono entrare negli Stati Uniti.

Zakarias Moussaoui fu sospettato per aver cercato un corso di addestramento accelerato su come pilotare aerei di linea di grandi dimensioni. Fu arrestato il 16 agosto 2001 per violazioni dei regolamenti sull'immigrazione. Alla fine di agosto, funzionari dell'intelligence si erano resi conto che i terroristi individuati nel sud-est asiatico nel gennaio 2000 erano arrivati ​​negli Stati Uniti. Ma tutta l’intelligence riteneva che gli attacchi si sarebbero concentrati su obiettivi americani sparsi nel mondo. In ogni caso il presidente Bush aveva dato l’approvazione per armare di missili un aereo-drone Predator per colpire i rifugi di Bin Laden.

Nel frattempo ad agosto in una riunione di Al Qaeda il mullah Omar (capo dei Talebani) si espresse contro un attacco agli Stati Uniti. Ma Bin Laden convinse anche tutti i suoi luogotenenti a continuare nei preparativi dell’attacco.

Ciò che seguì l’attentato dell’11 settembre fu un affrettato tentativo di improvvisare una difesa da parte di civili che non avevano mai gestito un velivolo dirottato, destinato a schiantarsi, e da parte di militari impreparati alla trasformazione di aerei commerciali in armi di distruzione di massa. Le forze aeree non sapevano chi intercettare e quando fu dato l’ordine di abbattere ogni aereo sospetto alle 9,55 a.m. questo non pervenne mai ai piloti che ricevettero di fatto solo l’ordine di identificare il velivolo. Anche i soccorsi civili anche se eroici furono improvvisati. Solo il Pentagono per la sua autonomia (dalle autorità locali, statali e federali) e la sua autorità intervenne efficacemente. L’unico ordine efficace fu la chiusura dello spazio aereo americano che fu dato alle 9,25.

Quanto era costato quell’atto terroristico ad Al Qaeda? Si ritiene che l’organizzazione abbia investito tra $400.000 e $500.000 per portare a termine il piano terroristico. I terroristi spesero più di $270.000 negli Stati Uniti. Le spese aggiuntive includevano viaggi per ottenere passaporti e visti, per comprare benevolenza e complicità e per tacitare anche coloro che non avevano partecipato.

I cospiratori fecero ampio uso delle banche negli Stati Uniti. I dirottatori avevano aperto conti a proprio nome, usando passaporti e altri documenti di identificazione. Le loro transazioni erano insignificanti e sostanzialmente invisibili tra i miliardi di dollari che scorrevano in tutto il mondo ogni giorno.

La commissione dì inchiesta americana concluse nel 2005: «Ad oggi, non siamo stati in grado di determinare l'origine del denaro utilizzato per gli attacchi dell'11 settembre. Al Qaeda aveva molte fonti di finanziamento e un budget annuale prima del 9/11 stimato in $30 milioni. Se una particolare fonte di fondi si fosse prosciugata, al Qaeda avrebbe potuto facilmente trovare abbastanza denaro altrove per finanziare l'attacco».

Il 2 maggio 2011 ad Abbottabad (Pakistan) le forze speciali USA, dopo averlo tallonato e localizzato, uccisero lo sceicco saudita Osama bin Laden[2], leader di al Qaeda, l’organizzazione terroristica individuata come responsabile degli attentati dell’11 settembre 2011 negli Stati Uniti.


[1] Cfr. https://9-11commission.gov/ [2] Video shock la vera cattura di Bin Laden – YouTube: [https://www.youtube.com/watch?v=OqfWe0a68m0]; Nazione 11 settembre 2018 19:33 EDT

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