L’ultimo volo di Alitalia: breve storia di un disastro




Dal IV Volume di " Storia delle II e III Repubblica dal 1994 al 2018 e dello Stato Sociale" di Silvano Zanetti. Edizioni Delos di prossima pubblicazione


Giovedì sera 14 ottobre la compagnia aerea Alitalia ha fatto il suo ultimo volo dopo 74 anni di storia: partita da Cagliari alle 22.05 e arrivo all’aeroporto di Roma Fiumicino alle 23:10. Da venerdì 15 ottobre il suo posto sarà preso almeno in parte da Italia Trasporto Aereo (ITA), la nuova società pubblica di proprietà del ministero dell’Economia e delle Finanze la cui costituzione è arrivata dopo una una complessa operazione di ristrutturazione aziendale pensata con l’obiettivo di mettere fine alla crisi in cui Alitalia si trovava da trent’anni. Il volo inaugurale di ITA, venerdì,è partito alle 6.20 da Milano Linate, diretto a Bari

L’agonia dell’Alitalia

Cenni storici: Il 16 settembre del 1946 viene fondata a Roma la Alitalia-Aereolinee Internazionali Italiane, che 11 anni dopo, assorbendo la LAI-Linee Aeree Italiane, prenderà il nome di Alitalia-Linee Aeree Italiane. L’attività operativa di Alitalia comincia il 5 maggio 1947, giorno del volo inaugurale effettuato con un Fiat G.12 Alcione, pilotato da Virginio Reinero sulla tratta Torino - Roma - Catania. Il primo volo internazionale venne operato l’anno seguente collegando Roma con Oslo, mentre il primo volo intercontinentale con più scali collegò l’Italia con Buenos Aires, in 35 ore di volo, da Milano via Roma, Dakar, Natal, Rio de Janeiro e San Paolo. Sin dai primi anni Alitalia riesce a imporsi sul mercato italiano, nel 1950 salgono a bordo dei DC-4 le prime hostess che indossano creazioni delle sorelle Fontana; in quello stesso anno venne inaugurato il servizio di pasti caldi a bordo. Il successo della compagnia viene confermato negli anni ’60 quando Alitalia diviene vettore ufficiale delle Olimpiadi di Roma del 1960. La crescita della compagnia prosegue anche negli anni ’70 con i primi collegamenti verso il Nord America ed il Giappone, che le consentono di raggiungere il 7° posto nella classifica del traffico internazionale. L’obiettivo della compagnia aerea italiana è sempre stato, fin dalla nascita, quello di offrire un servizio di qualità ai propri clienti guadagnandosi la loro fiducia giorno dopo giorno. La capacità di instaurare con ogni cliente un rapporto di fiducia è un elemento fondamentale per una società di servizi come Alitalia, soprattutto in un mercato che è sempre più concorrenziale. Al fine di raggiungere tali obiettivi Alitalia dispone di aerei, rotte e personale altamente qualificato, accogliente e specializzato per rendere il viaggio un’esperienza sicura e piacevole per tutti i suoi passeggeri. Negli anni ‘90 la Compagnia trasporta quasi 28 milioni di passeggeri annui, ma le tensioni sindacali e l’eccessivo piano di investimenti producono risultati di bilancio assai deludenti, anzi il bilancio 1989 è in perdita e continuerà ad esserlo in seguito.

Nel 1996 l’amministratore delegato Domenico Cempella porta avanti un ambizioso piano industriale che fa perno sull’alleanza con la compagnia olandese KLM e l’apertura del nuovo Hub a Malpensa. Dall’accordo con KLM nascono due joint venture per l’area passeggeri e cargo che, nei piani dei manager, dovevano fare da preludio a una vera e propria fusione. Nel 2000 la compagnia olandese rompe unilateralmente l’alleanza. L’azione legale successivamente promossa da Cempella termina due anni più tardi, quando l’arbitrato internazionale condanna KLM a pagare una penale netta all’Alitalia di 250 milioni di euro.

Maggio 2001- Aprile 2006 Il centro destra con Silvio Berlusconi è al governo.

Dopo l’attentato alle torri gemelli di New York 11 settembre 2001, l’Aviazione Civile mondiale, (Swissair porta i libri in tribunale ad ottobre del 2001 e Sabena- Belgio un mese dopo) è sull’orlo della crisi, in seguito alla psicosi indotta da attentati terroristici che allontana i viaggiatori. Alitalia paga più della concorrenza la flessione della domanda per la sua precedente crisi strutturale, in particolar modo per la concorrenza agguerrita delle compagnie low cost

Di fronte all’aggravarsi della crisi il management elabora un piano di risanamento per il 2002-2006, varato nel settembre 2001 e finalizzato a guidare il recupero di redditività riconsiderando il proprio assetto commerciale e produttivo, anche facendo leva sulle opportunità offerte dal nuovo sistema di alleanze con Air France. Ma le conseguenze dell’attentato dell’11 settembre 2001, che sconvolgono il settore a livello mondiale, porta il gruppo a dover fronteggiare una caduta del fatturato del 25%. Nello stesso mese, viene quindi varato un contingency plan riguardante misure di emergenza atte a contenere l’impatto della violentissima crisi e a delineare un percorso sostenibile per il riassorbimento del calo della domanda di trasporto aereo.


Successivamente viene formulato un nuovo Piano Biennale 2002-2003, 20 (Fonte dati: Gruppo Alitalia ) ,che conferma il ruolo di vettore globale di Alitalia e che presuppone un consistente rafforzamento patrimoniale finalizzato ad attribuire alla capogruppo i mezzi necessari per gestire l’uscita dalla crisi. Per tale motivo viene portata a compimento una importante ricapitalizzazione per complessivi 1.116 milioni di euro, sottoscritta per la sua parte maggioranza dallo stato Italiano, rafforzata anche attraverso l’emissione di un prestito obbligazionario convertibile di circa 715 milioni di euro. Mentre nel secondo semestre 2002 si manifestano i primi segnali di una nuova fase critica per il settore, che poi esplode definitivamente nel 2003, si avvia una nuova fase di ripensamento del proprio modello industriale: a tale scopo e in una prospettiva di continuità rispetto ai precedenti percorsi strategici, nel settembre 2003 il Consiglio di Amministrazione approva le linee guida del nuovo Piano Industriale 2004-2006. In seguito alle turbolenze e tensioni del clima sindacale, oltre alla situazione di stallo su altri importanti elementi alla base del Piano (i requisiti di sistema, il riordino dell’intero settore del trasporto aereo nazionale, il processo di privatizzazione e il consolidamento internazionale della Compagnia) il Consiglio di Amministrazione constata alla fine di febbraio 2004 l’impercorribilità di detto Piano. Si precisa inoltre che per l’anno 2003, l società incaricata della revisione del bilancio, esprime la sua “impossibilità ad esprimere un giudizio sul bilancio di esercizio della Alitalia – Linee Aeree Italiane S.p.A. chiuso al 31/12/2003”.


Il 20 marzo 2004 l’Alitalia( controllata al 62,5% dallo stato comunica una aggravamento delle perdite al lordo delle imposte e delle componenti straordinarie a 510,6 milioni di euro nel 2003, a fronte di perdite per 206,5 milioni di euro nel 2004, i 1.634 milioni di euro. Il capitale proprio ha registrato un’evoluzione inversa, scendendo dai 1.769 milioni di euro di fine 2002 ai 1264 di euro alla fine del 2003. L’azione Alitalia il 4 maggio viene sospesa dopo aver perso il 15% del suo valore a 0,1995 €. Nel giugno 2000 una azione Alitalia valeva €12,149. La residua liquidita' di cassa di Alitalia, che ammonta al 31 luglio a 120 mln di euro per la compagnia e a 72 mln per il gruppo, si esauriranno nell'arco di un mese. E' quanto si legge nel comunicato diffuso dall'azienda al termine del cda. ''Le residue disponibilita' di cassa andranno progressivamente esaurendosi nell'arco di circa un mese, rendendo necessaria l’attivazione, in tempi in tal senso compatibili, del prestito ponte di 400 milioni di Euro, la cui erogazione presuppone la positiva conclusione - nell'improcrastinabile termine del 15 settembre p.v. sopra evidenziato - della trattativa sindacale in atto sul Piano Industriale e conseguentemente, la possibilità della definizione di quest’ultimo e dell’avvio della concreta attuazione dello stesso'', spiega l'azienda.

La Deloitte&Touche revisore dei conti di Alitalia, si astiene dall’esprimere un giudizio sul bilancio 2003, anzi impaurita dalle costanti perdite annuali fa balenare l’idea che la liquidazione della società potrebbe essere la sola soluzione.


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