L'ultimo volo di Alitalia: breve storia di un disastro dal 2004 al 2008




Le tappe della crisi della compagnia Alitalia, dal 2004 al2011 27 febbraio 2004 L'ad Francesco Mengozzi lascia. Al timone sale Marco Zanichelli con Giuseppe Bonomi presidente. 6 maggio 2004 Giancarlo Cimoli, ex numero uno delle Ferrovie, è il nuovo presidente e amministratore delegato. 27 settembre 2004 Il piano industriale accelera su risanamento e taglio costi: prevede 3.700 esuberi e un piano di ricapitalizzazione per reperire nuove risorse.

Il Piano di ristrutturazione 2005-2008 si pone l’obiettivo industriale di “consentire ad Alitalia di posizionarsi come vettore a rete altamente efficiente” e viene strutturato in due fasi distinte, temporalmente separate: la prima finalizzata al risanamento (biennio 2005-2006) e la seconda al rilancio (biennio 2007-2008). 8 ottobre 2004 Il Tesoro dà via libera al "prestito ponte" da 400 milioni di euro. 11 novembre 2004 Il Consiglio dei ministri approva un nuovo schema di decreto per la privatizzazione. Autorizza il Tesoro a scendere sotto il 50%. Nello stesso anno Alitalia stipula un’alleanza con Air France ed entra a far parte di SkyTeam una delle principali alleanze aeree, il cui accordo prevede anche uno scambio azionario del 2%, in virtù del quale i due capi azienda Francesco Mengozzi e Jean-Cyril Spinetta entrano a far parte dei reciproci consigli di amministrazione. Mengozzi, confermato dal governo Berlusconi II, aveva in animo una fusione con Air France ed aveva ottenuto che la fusione fosse fatta attribuendo ad Alitalia il 30-35 % del capitale del network francese, il governo Berlusconi però respinse la proposta.

2005 A seguito del conferimento da parte di Alitalia del ramo aziendale relativo ai servizi strumentali e di supporto al trasporto aereo in Alitalia Servizi, dal 2005 la struttura del Gruppo Alitalia è stata articolata in due rami d’azienda: ü

AZ Fly, che comprende tutte le attività di volo; ü

AZ Servizi, che comprende tutte le attività di terra



Nel 2005 Alitalia si aggiudica l’asta per il Gruppo Volare (che controlla la compagnia aerea low cost Volareweb.com, e la compagnia charter Air Europe) in amministrazione straordinaria. La conclusione della trattativa è oggetto di ricorso e la gara dovrà essere ripetuta.

Aprile 2006 alle elezioni legislative vince il centrosinistra e Romani Prodi diventa capo del governo.

A fine 2006 il governo Prodi decide di cedere la compagnia, vendendo il 30,1% (poi innalzato al 39,9%) del capitale azionario, facendo così scattare l’obbligatorietà dell’ OPA per il nuovo compratore. La gara però, dopo otto mesi, fallisce per il ritiro progressivo di tutti i concorrenti. Tra i partecipanti alla gara i pretendenti più autorevoli erano AP Holding di Carlo Toto (Holding che controlla Air One), Texas Pacific Group (fondo americano che ha già lavorato nel rilancio di Continental Airlines e Ryanair) e la compagnia russa Aeroflot. In data 31 luglio 2007 il Ministero dell’ Economia e delle Finanze ha riconfermato la decisione del Governo di cedere il controllo di Alitalia, in particolare, il Ministero ha auspicato che “la nuova direzione provveda ad individuare tempestivamente soggetti industriali e finanziari disponibili ad acquistare il controllo della Società. Tali soggetti dovranno essere impegnati a promuovere il risanamento, lo sviluppo e il rilancio della società, tenendo conto dei profili di interesse generale ritenuti imprescindibili da parte del Governo in un’ ottica di continuità e adeguatezza del servizi o di trasporto aereo in Italia”15

Il 1 agosto 2007 il presidente Libonati si dimette a pochi mesi dall’incarico ricevuto e il Ministero dell’ Economia e delle Finanze designa come successore Maurizio Prato, a cui vengono delegati pieni poteri per la gestione aziendale e l’individuazione del percorso per proseguire con la privatizzazione. Nel successivo consiglio di amministrazione del 30 agosto vengono approvate le Linee Guida di un piano di “sopravvivenza e transizione 2008/2010” finalizzato al perseguimento di condizioni di sostenibilità e continuità dell’attività aziendale nel breve-medio termine, nell’attesa di decisioni definitive in ordine al futuro assetto proprietario di Alitalia ed il conseguente assetto industriale. Al secondo tentativo di privatizzazione manifestano interesse Air France - KLM (partner di Alitalia in SkyTeam), Lufthansa, AP Holding (controllante di Air One), Aeroflot, e una cordata con rappresentante legale Antonio Baldassarre (già amministratore delegato della RAI durante il secondo governo Berlusconi). Il 21 dicembre 2007 il Consiglio di Amministrazione di Alitalia individua in Air France - KLM l’interlocutore con cui avviare una trattativa in esclusiva. Scelta avallata, una settimana più tardi, anche dall’azionista principale ( il governo Prodi).

Il 15 marzo 2008,( in piena campagna elettorale) Alitalia accetta l’offerta vincolante di Air France - KLM che prevede un’offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni di Alitalia con una permuta di 160 azioni Alitalia per ogni azione Air France - KLM e un’offerta pubblica di acquisto sul 100% delle obbligazioni convertibili Alitalia. Il valore totale dell’offerta sarà di 1,7 miliardi di euro e comprende la ricapitalizzazione di 1 miliardo, 138,5 milioni per l’acquisto delle azioni Alitalia, valutate singolarmente 0,099 euro, e 608 milioni per le obbligazioni convertibili. L’offerta è vincolata da una serie di condizioni, tra cui il raggiungimento di un accordo con i sindacati, l’impegno scritto del governo a mantenere il portafoglio dei diritti di traffico di Alitalia, la sottoscrizione di un accordo con Aeroporti di Roma sui livelli di servizio necessari per l’attuazione del Business Plan 2008-2010, un accordo con Fintecna e Alitalia Servizi che preveda il rientro in Alitalia di attività come la manutenzione e il ground-handling e la rinegoziazione di alcune clausole dei contratti di servizio, il ritiro del contenzioso in essere con la SEA. Tutte condizioni che si devono risolvere entro il 31 marzo 2008. Alitalia manterrà però un ruolo autonomo, identità italiana e proprio marchio, logo e livrea. Se il ministero dell’Economia aderirà all’offerta, lo Stato italiano avrà una quota dell’1,4% nel capitale del gruppo francoolandese e un consigliere italiano, indicato dallo stesso ministero, per sei anni nel CdA di Alitalia. Nel previsto termine del 2 aprile non si sono avverate alcune delle condizioni di efficacia contemplate dal contratto concluso con Air France – KLM, in particolare quelle relative al raggiungimento di un accordo con le organizzazioni sindacali e associazioni professionali di Alitalia e Alitalia Servizi in merito alla prospettata operazione tra Alitalia e Air France – KLM ed al relativo Piano Industriale 2008-2010. In seguito delle dichiarazioni di Silvio Berlusconi relative a un suo possibile rifiuto a proseguire l’accordo in caso di una sua nuova elezione a Palazzo Chigi giudicando l’offerta una svendita, nonché per la contrarietà di esponenti dello stesso governo Prodi che giudicano l’offerta di Air France "umiliante" e "dannosa per il Paese", il presidente francese Spinetta annuncia il ritiro dell’offerta di acquisto di Air France - KLM e comunica, a termini di contratto, la risoluzione dello stesso, facendo venire meno conseguentemente anche l’attualità del Piano Industriale

Nel previsto termine del 2 aprile non si sono avverate alcune delle condizioni di efficacia contemplate dal contratto concluso con Air France – KLM, in particolare quelle relative al raggiungimento di un accordo con le organizzazioni sindacali e associazioni professionali di Alitalia e Alitalia Servizi in merito alla prospettata operazione tra Alitalia e Air France – KLM ed al relativo Piano Industriale 2008-2010. In seguito delle dichiarazioni di Silvio Berlusconi relative a un suo possibile rifiuto a proseguire l’accordo in caso di una sua nuova elezione a Palazzo Chigi giudicando l’offerta una svendita, nonché per la contrarietà di esponenti dello stesso governo Prodi che giudicano l’offerta di Air France "umiliante" e "dannosa per il Paese", il presidente francese Spinetta annuncia il ritiro dell’offerta di acquisto di Air France - KLM e comunica, a termini di contratto, la risoluzione dello stesso, facendo venire meno conseguentemente anche l’attualità del Piano Industriale

Il 13 Aprile 2008 si tengono le elezioni legislative ed il centro destra e Berlusconi che si erano opposti alla cessione della compagnia di bandiera vincono. Il destino di Alitalia è segnato : dovrà passare di mano agli Italiani.

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