Manovra finanziaria 2022 la guida in 20 punti: testo, novità e aggiornamenti




Il testo del disegno di Legge di Bilancio 2022 è pronto: approvato dal Consiglio dei Ministri in data 28 ottobre 2021 si compone di 185 articoli per un valore complessivo di 30 miliardi di euro (così recuperati).

Si tratta di una manovra espansiva, con la Legge di Bilancio 2022 che prevede una serie di misure - a vantaggio di cittadini e imprese - finalizzate a una crescita dell’economia, con l’obiettivo di recuperare quanto perso a causa della pandemia. A tal proposito, spiega il Ministro dell’Economia Daniele Franco, i livelli pre-Covid, anche in termini di occupazione, dovrebbero essere raggiunti dal secondo trimestre del 2022, con l’obiettivo poi di recuperare la mancata crescita di questi anni di pandemia.

Ampio spazio viene dedicato alla riforma del Fisco, con un taglio annunciato di

IRPEF e IRAP. Per i dettagli, però, dovremo attendere la prosecuzione dell’iter legislativo del disegno di Legge di Bilancio, con il testo della manovra che adesso andrà in esame in Parlamento, dove Camera dei Deputati e Senato avranno tempo fino al 31 dicembre prossimo per apportare modifiche al testo e per l’approvazione definitiva (pena il passaggio all’esercizio provvisorio di bilancio).

A tal proposito, ricordiamo che è l’articolo 81 della Costituzione italiana a disciplinare questo strumento, descrivendo la Legge di Bilancio come il documento contabile di tipo preventivo con il quale il Governo comunica al Parlamento le spese pubbliche e le entrate previste per l’anno successivo.

Le prossime, dunque, saranno settimane molto importanti in quanto la Legge di Bilancio 2022 andrà a comporsi dei vari pezzi: alcuni di questi, come anticipato, sono già noti così come gli obiettivi che la manovra dovrà raggiungere.

Legge di Bilancio 2022: risorse e obiettivi

Per la Legge di Bilancio 2022 c’è a disposizione un tesoretto maggiore rispetto ai 22 miliardi di euro risultanti dalla differenza tra il deficit tendenziale e programmatico certificata dall’ultima nota di aggiornamento al DEF. Nel Documento programmatico si parla infatti di 30 miliardi, cifra destinata alla riforma del Fisco e degli ammortizzatori sociali, come pure alla riforma delle pensioni e del reddito di cittadinanza.

Una cosa è certa: come confermato da Mario Draghi in conferenza stampa, si tratta di una Legge di Bilancio con la quale verrà “continuata la politica espansiva” avviata in questi ultimi anni, con lo scopo di recuperare la mancata crescita del PIL e il relativo crollo, causato dallo scoppio della pandemia.

Riforma fiscale in Legge di Bilancio 2022

Mentre durante la pandemia l’obiettivo principale è stato quello d’immettere liquidità, così da dare a famiglie e imprese la possibilità di reagire alla crisi economica, l’urgenza per il 2022 è quella di abbassare le tasse, attuando una riforma fiscale ad ampio raggio invocata da diversi schieramenti politici.


Per il taglio delle tasse c’è a disposizione un fondo di 8 miliardi di euro. Bisognerà decidere su quali voci il Governo deciderà d’intervenire e questo lo sapremo solamente nelle prossime settimane. In ballo discussioni su IRPEF, IRAP e Cuaf, ossia il contributo che le aziende versano per gli assegni familiari.

Nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri non ci sono ulteriori dettagli: in Cabina di regia non è stato trovato alcun accordo e se ne discuterà solamente una volta che la manovra arriverà in aula.

Incentivi per le imprese

Si legge nella bozza del testo della manovra:

Al fine di assicurare continuità alle misure di sostegno agli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese, l’autorizzazione di spesa è integrata di 180 milioni per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026.

Questa, dunque, è l’entità del rifinanziamento della Nuova Sabatini.

Previsti, poi 2 miliardi di investimenti per le infrastrutture e il Fondo di sviluppo e coesione, mentre altri 4 miliardi saranno destinati agli investimenti privati. Prevista poi la “proroga del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali Transizione4.0 e del credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, in transizioneecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative.”

Pensioni

Per quanto riguarda le pensioni si è deciso d’intraprendere la strada del compromesso. Intanto per il 2022 viene confermato l’addio a Quota 100 con al suo posto una Quota 102 che permetterà l’uscita a 64 anni di età e 38 anni di contributi.


Una misura che si rivolge a una platea molto ristretta, ossia solamente a coloro che nell’anno in corso non sono riusciti a raggiungere per poco i 38 anni di contributi richiesti per l’accesso a Quota 100. “Poche migliaia di persone”, fanno sapere i sindacati.

La promessa di Mario Draghi, però, è che non si ritornerà pienamente alla Legge Fornero. A tal proposito, questo ha garantito ai sindacati che a gennaio verrà istituito un tavolo di confronto per una riforma strutturale delle pensioni che possa garantire una maggiore flessibilità in uscita rispetto a oggi a partire dal 2023.

Per quanto riguarda l’Ape Sociale e Opzione Donna è prevista la proroga, ma con delle novità:

  • all’anticipo pensionistico possono accedere altre categorie di lavoratori, ossia le nuove professioni gravose individuate dall’apposita commissione presieduta da Cesare Damiano;

  • per Opzione Donna il limite di età sale di due anni: 60 anni per le lavoratrici subordinate, 61 per le autonome.

Altra novità della Legge di Bilancio 2022 è rappresentata da un fondo ad hoc che consentirà il pensionamento anticipato per i dipendenti di piccole e medie imprese in crisi che abbiano raggiunto un’età anagrafica di almeno 62 anni. Al fondo una dotazione complessiva di 600 milioni di euro (per tre anni); questo sarà reso operativo da apposito decreto del MISE.

Il contratto di espansione, scivolo pensionistico fino a cinque anni per favorire il turnover aziendale (con spese a carico dell’azienda), viene prorogato anche per 2022 e 2023 e vi potranno accedere le aziende con almeno 50 dipendenti (oggi il limite era pari a 100).

Assegno universale per i figli


Novità attese anche per le famiglie. Per il Governo Draghi, infatti, è arrivato il momento di riformare gli attuali bonus famiglia andando a riconoscere un solo strumento a tutte le famiglie. L’assegno universale per i figli, da non confondere con l’assegno unico partito a luglio in quanto questa è solo una misura “temporanea”, dovrà partire dal 1° gennaio prossimo, in sostituzione degli assegni al nucleo familiare, del bonus bebè, del premio nascita di 800 euro, del bonus terzo figlio e delle detrazioni per figli. Bisognerà trovare un modo per procedere con questa riorganizzazione senza scontentare nessuno: non sarà semplice, ma dal Governo Draghi arrivano rassicurazioni sul fatto che con il passaggio all’assegno unico universale non ci sarà alcuna famiglia svantaggiata.

Per il momento nella Legge di Bilancio 2022 non si parla di assegno unico; sarà compito del Parlamento, dunque, intervenire su questo tema.

Bonus casa

La Legge di Bilancio 2022 si appresta a rinnovare il superbonus, prorogando scadenza fino al 31 dicembre 2022 (quindi per altri sei mesi), anche per le abitazioni singole. Tuttavia, tra le novità, vi è l’introduzione di un tetto ISEE per beneficiarne che dovrebbe essere pari a 25.000 euro.

Prevista la proroga al 2023 riservata ai lavori in condominio e agli IACP, istituti autonomi delle case popolari. Confermata anche la possibilità di godere dello sconto in fattura, fino al 2025, ma solamente per il Superbonus. Confermati anche altri bonus, come ad esempio il bonus mobili/elettrodomestici (ma con un taglio della spesa) o anche le agevolazioni per la prima casa acquistata da Under 36.

Previsto poi uno sconto sull’affitto per i giovani di età compresa tra i 20 e i 31 anni, a patto che abbiano un loro reddito. La detrazione è del 20% fino a 2.400,00€, con limite di reddito pari a 15.493,71€.

Reddito di Cittadinanza

Secondo le previsioni, l’attuale stanziamento di risorse non è sufficiente per confermare a pieno il reddito di cittadinanza anche nel 2022. Mancano circa 800 milioni di euro, senza i quali scatterebbe il taglio della misura.


Scenario che il Governo Draghi, che già nei giorni scorsi ha resistito all’attacco di Lega e Italia Viva che si sono opposti a un rifinanziamento della misura, vuole assolutamente evitare e per questo motivo le risorse mancanti vengono stanziate in manovra, dove si parla di 1 miliardi di euro destinato alla misura per il sostegno al reddito delle famiglie.

Ma la Legge di Bilancio 2022 è importante perché è prevista anche una riforma del reddito di cittadinanza, con l’obiettivo di rivederne i requisiti di accesso e incentivare al lavoro coloro che rientrano nella platea dei cosiddetti occupabili.

Novità importante: dopo i primi sei mesi il Reddito di Cittadinanza subirà un taglio di 5,00€ al mese ma solamente per la quota riconosciuta agli occupabili, ossia a coloro che si trovano nella condizione di firmare il Patto di Lavoro. Esclusi dal taglio i nuclei con bambini di età inferiore ai tre anni come pure quelli con disabili gravi o non autosufficienti. Nessuna riduzione neppure per chi riceve meno di 300 euro (limite moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza). Nessun taglio appena uno dei componenti del nucleo inizia a lavorare.

Vengono riviste anche le norme riguardanti la cosiddetta offerta congrua, con il reddito di cittadinanza che decade già al secondo rifiuto (e non più al terzo come avviene oggi).

Non c’è spazio, per il momento, per i Navigator, i quali sperano in una proroga del contratto di collaborazione in scadenza il 31 dicembre 2021.

Collegata al reddito di cittadinanza anche la riforma delle politiche attive. Vengono stanziate le risorse per la messa in atto del nuovo progetto pensato dal Ministro del Lavoro, Andrea Orlando: il GOL, programma Garanzia Occupabilità dei Lavoratori.

Addio al cashback

Non ci sono più dubbi a riguardo: il cashback non verrà confermato con un risparmio di 1,5 miliardi di euro che viene utilizzato per altre misure. Una sconfitta per Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle.


Riforma degli ammortizzatori sociali

Con la Legge di Bilancio 2022 vengono estesi gli ammortizzatori sociali alle imprese sotto i 5 dipendenti, oggi scoperti dalla CIG. Dal gennaio 2022 l’aliquota di finanziamento del FIS (Fondo integrazione salariale) sale a:

  • 0,50% per i datori di lavoro che, nel semestre precedente la presentazione della domanda, abbiano occupato fino a cinque dipendenti;

  • 0,80% per i datori di lavoro con più di cinque dipendenti.

Novità anche per NASpI e DIS-COLL.

Costi delle bollette

Si è parlato molto dell’aumento del costo delle bollette e il Governo ha già fatto il possibile per evitare un incremento pesante nell’ultimo semestre del 2021. Ebbene, per il prossimo anno dovrebbe esserci in Legge di Bilancio 2022 un apposito fondo per calmierare il costo delle bollette di luce e gas, per il quale vengono stanziati 2 miliardi di euro. Con queste risorse “l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente provvede a ridurre le aliquote relative agli oneri generali di sistema.


Pandemia

Incrementato di 1,85 miliardi di euro il fondo per l’acquisto di vaccini anti Covid per il 2022. Altri 200 milioni, invece, vengono stanziati per l’implementazione delle misure previste dal “Piano strategico-operativo nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale (PanFlu)”.


IVA su tamponi e assorbenti

Cala il costo dei tamponi e degli assorbenti merito del taglio dell’IVA. Si passerà, infatti, dall’attuale 22% al 10%.


Congedo di paternità

Il Ministro della Famiglia e delle Pari opportunità, Elena Bonetti, ha parlato di portare il congedo di paternità a 3 mesi. Per il momento, però, la Legge di Bilancio 2022 dovrebbe rendere strutturale il congedo obbligatorio di 10 giorni.

Novità per la scuola

Nei giorni scorsi il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, era stato piuttosto pessimista riguardo alle novità per la scuola previste dalla Legge di Bilancio 2022. Il Ministro ne ha parlato in commissione cultura e istruzione, lasciando intendere che buona parte delle proposte a titolo “oneroso” potrebbero non essere approvate.

Qualcosa per scuola e studenti, in Legge di Bilancio 2022, comunque c’è. Nel dettaglio:

  • Il lavoro di maestra/o alla scuola materna e alla scuola primaria rientra tra i lavori gravosi che possono accedere all’Ape Sociale con 63 anni di età e 36 anni di contributi;

  • dal 2022 la carta 18enni, bonus cultura da 500 euro, diventa strutturale;

  • 200 milioni in più per il fondo di edilizia scolastica;

  • alle elementari arriva l’insegnante di educazione motoria, ma solo per la quarta (dal 2023) e quinta (dal 2022). Tale insegnamento, quindi, verrà impartito dai docenti forniti di idoneo titolo.

Tutele per le donne lavoratrici

Previste diverse misure per la tutela delle donne lavoratrici. Ad esempio, in manovra trova spazio una proroga del congedo di maternità in alcune occasioni, come pure una decontribuzione per le lavoratrici che invece rientrano dalla maternità. Stanziati poi 52 milioni per la parità salariale uomo-donna.

Sanità e ricerca

Nuove risorse anche per la Sanità. Si parla di 4 miliardi di euro destinati al Fondo sanitario e ai vari fondi istituiti per vaccini e farmaci anti-virus. Circa 400 milioni di euro, invece, vengono destinati alla ricerca. Può sembrare poco, ma va ricordato che questa riceverà fondi anche dal PNRR, con un passaggio da 9 mila a 20 mila dottorati.

Sugar e plastic tax

Novità anche per la sugar e plastic tax, per le quali vi è un rinvio rispetto a quelli che erano i piani iniziali. La loro entrata in vigore, infatti, viene rinviata al 1° gennaio 2023.

Novità Forze Armate e Polizia

In relazione alla specificità del personale delle Forze Armate, di Polizia e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, viene istituito un fondo con dotazione di 20 milioni di euro per il 2022, 40 milioni di euro per il 2023 e 60 milioni di euro a decorrere dal 2024, risorse da “destinare all’adozione di provvedimenti normativi volti alla progressiva perequazione del relativo regime previdenziale, attraverso l’introduzione” di misure:

  • compensative rispetto agli effetti derivanti dalla liquidazione dei trattamenti pensionistici per il personale in servizio il giorno precedente alla data di entrata in vigore del relativo provvedimento normativo;

  • integrative alle forme pensionistiche complementari per il personale immesso nei ruoli delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a decorrere dalla data di entrata in vigore del relativo provvedimento.

Inoltre, con le risorse stanziate in Legge di Bilancio viene riconosciuto al personale delle Forze di Polizia a ordinamento civile in possesso alla data del 31 dicembre 1995 di un’anzianità contributiva inferiore ai 18 anni si applica un’aliquota del 2,44% per ogni anno utile maturato nella quota retributiva della pensione (quindi entro il 31 dicembre 1995).


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Novità anche per la sugar e plastic tax, per le quali vi è un rinvio rispetto a quelli che erano i piani iniziali. La loro entrata in vigore, infatti, viene rinviata al 1° gennaio 2023.

Novità Forze Armate e Polizia

In relazione alla specificità del personale delle Forze Armate, di Polizia e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, viene istituito un fondo con dotazione di 20 milioni di euro per il 2022, 40 milioni di euro per il 2023 e 60 milioni di euro a decorrere dal 2024, risorse da “destinare all’adozione di provvedimenti normativi volti alla progressiva perequazione del relativo regime previdenziale, attraverso l’introduzione” di misure:

  • compensative rispetto agli effetti derivanti dalla liquidazione dei trattamenti pensionistici per il personale in servizio il giorno precedente alla data di entrata in vigore del relativo provvedimento normativo;

  • integrative alle forme pensionistiche complementari per il personale immesso nei ruoli delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a decorrere dalla data di entrata in vigore del relativo provvedimento.

Inoltre, con le risorse stanziate in Legge di Bilancio viene riconosciuto al personale delle Forze di Polizia a ordinamento civile in possesso alla data del 31 dicembre 1995 di un’anzianità contributiva inferiore ai 18 anni si applica un’aliquota del 2,44% per ogni anno utile maturato nella quota retributiva della pensione (quindi entro il 31 dicembre 1995).

Novità INPGI Novità anche per l’INPGI: nella bozza della legge di bilancio si legge che “al fine di garantire la tutela delle prestazioni previdenziali in favore dei giornalisti, con effetto dal 1° luglio 2022, la funzione previdenziale svolta dall’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani Giovanni Amendola, in regime di sostitutività delle corrispondenti forme di previdenza obbligatoria, è trasferita, limitatamente alla gestione sostitutiva, all’Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS) che succede nei relativi rapporti attivi e passivi.


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