Milano prende in mano l’Italia se guarda al futuro


Scegliere Sala è la sola possibilità per Milano e la Città Metropolitana di capitalizzare nel prossimo futuro i successi conseguiti da Expo 2015 e l’immagine di città fiduciosa, aperta e in movimento che si è venuta consolidando negli ultimi 5 anni, grazie anche alla buona amministrazione della Giunta Pisapia. Lo conferma anche un affollato incontro che si è svolto giovedì scorso, il 9 giugno, al Circolo della Stampa con la partecipazione dei firmatari dell’Appello “Milano prende in mano l’Italia” a sostegno del voto per Beppe Sala, promosso da Piero Bassetti,

e da numerosi esponenti dell’amministrazione Pisapia come Daniela Benelli, Franco D’Alfonso, Cristina Tajani, Lucia De Cesaris, Maria Grazia Guida e Anna Scavuzzo e da sostenitori dell’innovazione come Giovanni Cominelli, Maria Grazia Mattei, Massimo Ferlini, Davide Rampello e Sergio Scalpelli. Un appello, sottoscritto da più di un centinaio di persone rappresentative delle professioni, del mondo accademico, dell’imprenditoria e del Terzo settore, che ha al centro la consapevolezza che: “Milano e l’area metropolitana hanno bisogno di innovazione istituzionale e amministrativa, di risorse certe e di poteri autonomi, in primo luogo del potere di imposizione fiscale”. Non solo: “Tutte le forze interessate a questa prospettiva si dovranno impegnare a elaborare una Legge speciale su poteri e funzioni della Città Metropolitana, confrontandosi con la Regione Lombardia, con il Parlamento e con il Governo, analogamente a quanto è già accaduto in altri Stati europei per altre aree metropolitane europee. E’ questa la condizione per programmare e realizzare le grandi infrastrutture, materiali e immateriali, necessarie a migliorare la mobilità e la qualità dell’ambiente e per sostenere la competizione nello scenario internazionale”. Un obiettivo impegnativo che ha come precondizione il successo di Beppe Sala nel ballottaggio del 19 Giugno prossimo. Come ha ricordato Piero Bassetti nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera che alleghiamo e ribadito nell’intervento di apertura dell’incontro al Circolo della stampa: “Parisi è un po’ alla Andreotti, con quello spirito tipicamente romano per cui si fa il piatto con gli avanzi. Lui è riuscito a ricomporre gli avanzi del passato, mentre Sala, anche se solo parzialmente, è riuscito a comporre le spinte del futuro”. L’incontro è stato un successo, come quello svoltosi poche ore dopo alla Camera del Lavoro, non solo per la partecipazione, ma soprattutto per il clima di fiducia e la consapevolezza che il traguardo è a portata di mano a condizione di non allentare la mobilitazione. Occorre, in questi ultimissimi giorni, uno sforzo collettivo per convincere gli incerti e chi ha votato altre liste escluse dal ballottaggio che con i dispetti e con gli ‘avanzi’ di un passato deludente si affossano le aspettative per una città migliore. A Milano il futuro è già cominciato, non permettiamo che venga fermato.








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