Progressisti Lombardi # 158

quindicinale di informazione progressista anticonformista.








Agli uffici di via Larga, sede dell'anagrafe cittadina di Milano, sono arrivate 28 liste in tutto, mentre sono 13 i candidati a sindaco. Tra loro c'è il sindaco uscente e ricandidato del centrosinistra Beppe Sala, che ha otto liste a suo sostegno: quella del Pd, Volt, la lista civica Beppe Sala Sindaco, Milano Radicale, Riformisti con Sala, Milano in salute, Europa Verde, Milano Unita. Per quanto riguarda il centrodestra il candidato sindaco Luca Bernardo è sostenuto dalla lista della Lega per Salvini Premier, Forza Italia, la lista civica Luca Bernardo, Milano Popolare, Fratelli d'Italia, Partito Liberale Europeo. Il Movimento 5 stelle ha presentato la lista che vede come candidata la manager Layla Pavone.


A tutte le restanti liste vengono attribuiti percentuali di voto da prefisso telefonico. Sono tre invece i candidati sindaci che si rifanno alla galassia della sinistra radicale : Natale Azzaretto con la lista del Partito comunista dei lavoratori, Pascale Alessandro Fabio con il Partito Comunista, Marco Muggiani con il Pci. C'è poi la lista di Potere al Popolo che ha come candidata sindaca Bianca Miriam Tedone. Il candidato sindaco della sinistra Gabriele Mariani è appoggiato dalle liste Milano in Comune e dalla lista Civica Ambientalista. I socialisti hanno presentato le liste Socialisti di Milano e Milano Liberale con il candidato sindaco l'ex assessore comunale Giorgio Goggi, c'è poi la lista del Partito Gay il cui candidato sindaco è Mauro Festa. Tra i candidati sindaci c'è anche un no vax, Teodosio De Bonis della lista del Movimento 3V. C'è poi Gianluigi Paragone con due liste, Milano Paragone sindaco e Grande Nord. C'è infine la lista Milano inizia qui con candidato sindaco Bryant Biavaschi.

Alcune anomalie.

Vi è da chiedersi perchè Beppe Sala del centrosinistra è stato scelto senza prmarie? Perchè è imbattibile o per non creare assurde puerili divisioni all'interno del centrosinistra.

Perchè la sinistra da sempre superideologica e talebana ora concorde all'unanimità su un manager di tipo socialdemocratico?

Perchè Sala ha rifiutato qualsiasi alleanza con M5S che potrebbe essere determinante in caso di ballottaggio?

Perchè Beppe Sala sopravvive così bene al suo mentore Matteo Renzi?

Il candidato del centrodestra Luca Bernardo è già rassegnato alla sconfitta. Layla Pavone, candidata per il M5s e fortemente voluta da Giuseppe Conte è data sopra un insignificante 5%. In Lombardia M5S non gode da sempre di una buona fama.

La sinistra radicale pare in estinzione.....ma non la CGIL... pronta ad mettere il bastone tra ile ruote.


Torino...Il centrodestra dovrebbe chiudere in vantaggio il primo turno. Ma alla seconda tornata, i grillini potrebbero portare al centrosinistra le schede sufficienti a conquistare la Sala Rossa

Secondo il sondaggio, il 42% delle preferenze dovrebbe andare a Damilano, il 39% a Lo Russo e il 9,5% a Sganga. Un torinese su quattro, infatti, si è dichiarato ancora indeciso alla rilevazione fatta dal sondaggista. Damilano, dunque, avrebbe un vantaggio su Lo Russo insufficiente a garantirgli l’accesso alla Sala Rossa già dal primo turno. Ed è al ballottaggio che le cose potrebbero complicarsi per il centrodestra. Alla seconda tornata le stime danno Lo Russo al 52%, Damilano al 48%. Il sorpasso del centrosinistra sarebbe favorito dagli elettori di Sganga: il 65% di loro, al ballottaggio, sembrerebbe disposto a sostenere il centrosinistra, non restituendo il favore fatto dalla destra torinese cinque anni fa che, allo spareggio tra Chiara Appendino e Piero Fassino, contribuirono alla vittoria della sindaca 5 stelle. la lista più suffragata dai sondaggi sembrerebbe quella del Pd, con il 31,2% dei consensi, ( molto diversa da uqella di 5 annifa, seguita dalla Lega, al 20%, da Fratelli d’Italia e Forza Italia, entrambe al 9,5%.In ogni caso il vincitore dovrà fare risorgere Torino dal declino ventennale.

Bologna...Anche a Bologna, secondo i sondaggi, l’esito del voto pare essere scontato. Il candidato del centrosinistra e sostenuto anche dal M5s, Matteo Lepore, attuale assessore alla Cultura della giunta comunale guidata dal sindaco uscente Virginio Merola, vola nei sondaggi, superando di gran lunga il 50 per cento delle preferenze degli elettori bolognesi. Le preferenze per il candidato del centrodestra Fabio Battistini si attestano, in media, al 35 per cento. La vittoria di Lepore è data dunque per scontata già al primo turno. Resterà dunque da constatare con quale margine supererà gli altri candidati che corrono per l’elezione a sindaco del capoluogo emiliano-romagnolo.


Roma....Ballottaggio assicurato ed alleanze post voto garantite. La sfida principale sarà, con le maggiori probabilità, tra il candidato del centrodestra Enrico Michetti e l’ex ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, vincitore delle primarie del Pd nella Capitale. Michetti è primo in tutti i sondaggi con una media del 30 per cento delle preferenze. Segue Gualtieri che, secondo le previsioni, dovrebbe raccogliere in media il 27 per cento dei voti dei cittadini romani. Sotto la soglia del 20 per cento, ci sono invece gli altri due big della corsa alla guida della Capitale: l’attuale sindaca del M5s Virginia Raggi e il leader di Azione Carlo Calenda, dati entrambi in media al 19-20 per cento delle preferenze. Ma le percentuali dei quattro principali candidati oscillano di settimana in settimana, anche al netto dell’alta percentuale di romani attualmente indecisi sul voto (44 per cento, secondo le ultime stime di Youtrend). Di conseguenza, Roma è la città che porta con sé le maggiori incognite di questa tornata elettorale, a partire proprio dai possibili sfidanti che finiranno al ballottaggio tra i “big”. E non mancherà di riservare le maggiori sorprese sino all’ultima scheda.


Napoli....Nell’unica città assieme a Bologna in cui Partito Democratico e M5s sono riusciti a convergere su un nome condiviso, Gaetano Manfredi, l’ex ministro dell’Università del governo Conte II, è di gran lunga avanti in tutti i sondaggi con una media del 45 per cento delle preferenze. Segue il candidato del centrodestra Catello Maresca con circa il 30 per cento dei voti dei napoletani. Terzo l’ex sindaco di Napoli ed ex presidente della regione Campania, Antonio Bassolino, che pur esprimendo una candidatura di centrosinistra ha deciso di correre in solitaria, supportato da diverse liste civiche e da quella di Azione di Carlo Calenda, attestandosi in media al 15 per cento delle preferenze. Poche chance per l’ex assessore comunale alla Polizia municipale Alessandra Clemente, così come per il consigliere comunale ed ex esponente del M5s, Matteo Brambilla. L’elezione del nuovo sindaco di Napoli, con tutte le probabilità, avverrà dunque in fase di ballottaggio e l’elezione di Manfredi quale successore di Luigi De Magistris è data pressoché per certa.

Trieste

Nel capoluogo del Friuli Venezia-Giulia, l’attuale sindaco del centrodestra Roberto Dipiazza verrà riconfermato, con tutte le probabilità. Secondo i sondaggi le preferenze a suo favore si attestano in media leggermente al di sotto del 50 per cento. Segue il candidato del centrosinistra Francesco Russo con una media di voti che si attesta intorno al 35 per cento. La candidata del M5s Alessandra Richetti è praticamente fuori dalla corsa per la guida di palazzo Cheba, raccogliendo una percentuale di voti che si attesta ampiamente sotto il 10 per cento delle preferenze. La pentastellata viene infatti superata con circa il 15 per cento dei voti dei triestini dalla lista civica Adesso Trieste di Riccardo Laterza che, al primo turno, da un lato potrebbe scongiurare la vittoria di Dipiazza e, al contempo, in vista dei ballottaggi, potrebbe diventare ago della bilancia per l’elezione del nuovo primo cittadino. Fonti della lista Adesso Trieste fanno infatti fatto sapere che al momento, l’obiettivo primario è però quello di «arrivare al secondo turno», superando dunque il candidato del centrosinistra Russo. Qualora la lista non dovesse però accedere al ballottaggio si riunirà «martedì 5 ottobre in Assemblea Cittadina per discutere dell’esito del primo turno». Dunque, la strada per la riconferma (per la quarta volta consecutiva) dell’attuale primo cittadino Roberto Dipiazza è lo scenario più probabile, ma non l’unico possibile


In tutti questi capoluoghi il ridimensionamento di M5S sarà drammatico. Incapacità dei loro candidati a risolvere i problemi che avevano promesso irrealisticamente di risolvere o maggiore affidabilità alla rinnovata nuova classe dirigente dei vecchi partiti?

Queste elezioni amministrative sono fondamentali per capire l'orientamento degli elettori dopo due anni di Pandemia e di democrazia sospesa, in cui M5S e PD in virtù dello stato di emergenza per l'epidemia covid hanno governato in parte con sistemi dittatoriali. Ma i sacrifici sono stati equamente divisi?





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