Progressisti Lombardi # 160 quindicinale di informazione progressista riformista.












I ballottaggi delle elezioni comunali si concludono con un'altra vittoria del centrosinistra, che rende ancora più schiacciante quella di due settimane fa. A Roma l'ex ministro dem Gualtieri asfalta Michetti – com'era prevedibile raddoppiando i suoi voti in numero assoluto dopo l'uscita di Calenda e Raggi – con il 60,15% contro il candidato civico di centrodestra che resta al 39,85%. Discorso praticamente identico a Torino, dove però Lo Russo raggiunge il 59,23%, lasciando l'imprenditore candidato dal centrodestra – Paolo Damilano – al 40,77%. Il centrodestra riesce a tenere su Trieste, dove alla vigilia il risultato sembrava molto più scontato di quello che poi è stato il dato definitivo: Roberto Dipiazza – sindaco uscente di Forza Italia – ha raccolto il 51,3% contro il 48,7% dello sfidante di centrosinistra Francesco Russo.


L'immagine del post elezioni è stata chiara: Salvini nervosissimo a Catanzaro, che se la prende un po' con tutti, dalla pandemia di Covid alla ministra Lamorgese, e invita a riflettere sull'astensionismo; Meloni a Roma, in una conferenza stampa fiume di quasi un'ora, ammette la sconfitta, si leva i suoi sassolini, attacca la sinistra e critica i suoi alleati, colpevoli di avere posizioni diverse all'interno della stessa coalizione. Festa grande per il Partito Democratico, con Gualtieri protagonista assoluto a Roma. Profilo basso del Movimento 5 Stelle, che due sindache aveva prima del voto nelle grandi città – Appendino e Raggi – ora zero.Al Nord non conta nulla , mentre al Sud l'alleanza con il PD l'ha mantenuto in vita, anche se non in splendida forma.



«Il Pd vince tutti i ballottaggi»: a dichiararlo è il segretario regionale del Pd in Sicilia, Anthony Barbagallo,

«Insieme al M5S a San Cataldo con Gioacchino Comparato e a Lentini con Rosario Lo Faro, dove si ripropone l’alleanza con i 5 Stelle. Vinciamo anche a Favara in una sfida difficilissima che premia Antonio Palumbo e la sentitissima sfida di Vittoria con Francesco Aiello. Anche nei ballottaggi il Partito Democratico marchia la differenza e da oggi inizia la riscossa che ci porterà verso le prossime elezioni regionali», conclude Barbagallo dalla sede del Pd di San Cataldo.

Al Sud l'Alleanza PD- M5S è risultata vincente per il Pd non per M5S che rischia la scomparsa.

Al Nord il Pd per vincere invece deve differenziarsi nettamente da M5S. Le de basi elettorali sono incompatibli.

MANOVRA DI GOVERNO

Si apre la settimana in cui il governo chiuderà le trattative sulla legge di bilancio. Le prossime ore saranno cruciali. Il consiglio dei ministri per l’approvazione delle manovra dovrebbe tenersi giovedì. Perché poi il governo sarà impegnato nel vertice del G20 che si terrà a Roma. Ogni partito ha la sua lista di richieste, ma il fronte più caldo riguarda due questioni: cosa succede alle pensioni dopo quota 100 e come verrà modificato il reddito di cittadinanza. Lega e Cinque Stelle difendono le loro «creature», ma il governo ha già tracciato la strada per uscire da quota 100 e alleggerire il reddito (che verrà rifinanziato con 1 miliardo), in modo da risparmiare 7-8 miliardi per tagliare le tasse, che poi è il minimo indispensabile perché la riduzione venga avvertita.

Pensioni La Lega sembra disposta a trattare, ma quasi nessun partito di maggioranza sta sostenendo apertamente il governo. E i sindacati sono contrari. Mentre si studiano quota 102, 103 e 104.

Rdc Sul reddito, oltre ai maggiori controlli, si ipotizza una riduzione dell’assegno al primo o secondo rifiuto di una offerta di lavoro. Mentre molti navigator, circa 600, hanno già abbandonato i centri per l’impiego. In bilico il loro contratto che scade a fine anno.

Di cosa non si parla In ogni caso fa una certa impressione che i partiti litighino di fatto su due questioni, Rdc e Quota 100, che riguardano l’inattività. Ma nessuno parla di lavoro e dei giovani «senza quota», precari e sottopagati, che per andare in pensione dovranno superare la soglia dei 70 anni d’età, ricorda Repubblica.

Germania : per la formazione del nuovo governo sono iniziate le trattative tra SDP( socialdemocratici) Liberali e Verdi. I democristiani dopo il regno di 15 anni di Angel Markel sono stati messi in un angolo.




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