Progressiti lombardi n.163



Giovedì 16 dicembre effettuato uno sciopero generale indetto dalla CGIL e UIL contro la politica economica ed ha avuto uno scarso successo.

Il solito eterno dilemma investire per il futuro , creare posti lavoro oppure aumentare i consumi da subito ?

Ormai gli scioperi si fanno contro i governi per modificare la fiscalità generale a vantaggio dei propri iscritti o lobbies.

Draghi, al contrario di Berlusconi, Monti, Renzi , Conte è il primo che si impone di aiutare il mondo produttivo e creatori di valore non le rendite sociali. Il nodo fisco: cosa non piace ai sindacati Sul fisco in particolare il governo ha previsto un intervento finalizzato alla riduzione della pressione fiscale sui fattori produttivi, attraverso l’utilizzo di 8 miliardi di euro annui e destinato alla riduzione dell’IRPEF e dell’IRAP. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto che le risorse fossero interamente destinate alla riduzione della pressione fiscale sui redditi bassi e medio-bassi di lavoratori e pensionati, che contribuiscono all’IRPEF per l’85%. Per i lavoratori dipendenti la cosiddetta no tax area è invariata a 8174 euro, aumenta solo l’intervallo di applicazione. Per i pensionati aumenta di 326 euro e arriva a 8500 euro. Per gli autonomi aumenta di 700 euro arrivando a 5500. I vantaggi di cui beneficerebbero i redditi più bassi sarebbero inferiori a quelli dei redditi più alti: il contrario della progressività, secondo Cgil e Uil. I redditi dei lavoratori dipendenti fino a 35mila euro sono i più penalizzati anche perché l’abbassamento dell’aliquota si compensa con l’effetto delle nuove detrazioni. “Attualmente il nostro sistema fiscale è a tassazione progressiva per scaglioni di reddito: se abbasso la seconda aliquota (da 27 a 25%) non significa che ciò riguardi solo ed esclusivamente chi guadagna tra 15.001 euro e 28.000. Se il mio reddito è 50mila euro, i miei primi 15mila euro saranno tassati al 23%, dai 15.001 a 28.000 al 25% (ora al 27%) e la parte restante al 35% (ora al 38%), con il risultato di circa 740 euro di tasse in meno da pagare”. Altro esempio: “Un operaio meccanico o un impiegato dei servizi con reddito di 26mila euro vedrà tassata la prima parte di reddito al 23% e il resto (11mila) a 25% (anche qui, anziché 27%) ottenendo un vantaggio fiscale molto inferiore, circa 45 euro l’anno”. Perché dicono no al taglio dell’IRAP I sindacati si dicono poi contrari alla riduzione o cancellazione dell’IRAP di oltre 1 miliardo di euro. La Legge di BilancIio 2022 già prevede misure a vantaggio delle imprese per oltre 10 miliardi di euro, che si sommano ai 185 miliardi di euro a loro destinati dal 2015 ad oggi. Cosa propongono dunque i sindacati? Come si interviene sui redditi bassi e medio bassi? La proposta è quella di utilizzare lo strumento della decontribuzione strutturale per i lavoratori con un reddito fino a 20mila euro. Le risorse per una riforma fiscale più equa si potrebbero trovare con una lotta seria all’evasione e all’elusione fiscale e contributiva,( utopia, da sempre vien promessa ,ma mai effettuata) per ridurre strutturalmente gli oltre 100 miliardi di euro che ogni anno alimentano l’economia sommersa.

Financial Times "la prospettiva che Mario Draghi si dimetta da primo ministro italiano per assumere il ruolo di presidente minaccia di far piombare il paese nell'instabilità politica proprio mentre il governo intraprende ambiziose riforme strutturali e un piano di ripresa dal coronavirus sostenuto da quasi 200 miliardi di euro di fondi UE". L'anno che arriva ha importanti scogli che potrebbero far litigare i partiti, a cominciare dalla riforma fiscale, senza dimenticare la riforma del mercato del lavoro e delle pensioni, e secondo un ministro "Draghi è l'unico che può tenere a freno questa situazione". Intanto comunque il lavoro dell'esecutivo è volto a mettere in sicurezza il Pnrr anche in caso di cambiamenti nell'esecutivo. In realtà, spiega il FT, "entrambe le potenziali coalizioni", centrodestra e centrosinistra, "hanno la possibilità di superare la soglia del 40% richiesta per formare un governo, secondo i dati di YouTrend. Ciò aumenta l'attrattiva delle elezioni anticipate per entrambi i campi". Dopo aver ricordato che Silvio Berlusconi è in campo mentre la Lega potrebbe avere interesse ad avere Draghi al Quirinale, nell'analisi si sottolinea che "a parte Draghi, ci sono pochi potenziali candidati in grado di ottenere il necessario sostegno di due terzi in Parlamento". E che una elezione a maggioranza, da parte del centrodestra o del centrosinistra, potrebbe "provocare disordini politici anche se Draghi rimanesse primo ministro". Ma fonti del quotidiano finanziario britannico fanno notare che a un certo punto l'Italia dovrà comunque fare a meno di Draghi alla guida del governo. "Alla fine i partiti dovranno assumere la gestione del piano Next Generation EU, che hanno votato in parlamento" e "anche se Draghi resta presidente del Consiglio, è solo per un altro anno, non per sempre".


8 DICEMBRE 2021 L’era di Angela Merkel è finita dopo 16 anni con un lungo applauso e la standing ovation del Bundestag per l’ormai ex cancelliera. Subito dopo c’è stata l’elezione del suo successore, il socialdemocratico Olaf Scholz che ha ottenuto 395 voti: sufficienti rispetto al minimo richiesto di 369, ma 21 in meno rispetto a quanti ne ha a disposizione la coalizione che guiderà con il prossimo esecutivo, composta da Spd, Verdi e Liberali. A 63 anni, Scholz diventa il quarto cancelliere dell’Spd dopo Willy Brandt, Helmut Schmidt e Gerhard Schroeder.

Subito dopo Scholz è andato a parlare con Emmanuel Macron,( poi a Bruxelles ed solo il lunedì 20 senza convinzione cercherà dicoinvolgere Draghi, del futuro assetto da dare alla riforma del Patto di Stabilità dovrebbe suonare come un campanello d’allarme e invitare Roma a giocare le sue carte in un 2022 in cui la presenza del voto presidenziale francese e di un governo tedesco in via di rodaggio offre all’Italia spazi negoziali. Per Piga, l’Italia dovrebbe chiedere al duo Parigi-Berlino, e specificamente alla Germania, di ottenere crescente autorità sul bilancio: “lasciare fare agli italiani quello che ritengono utile per loro, con oneri e onori, nel senso che il nostro Paese dovrà poi, esattamente com’era nel disegno iniziale dell’Europa dell’euro, convincere i mercati che metterà a buon uso le risorse rese disponibili”, utilizzando Next Generation Eu come banco di prova. Gustavo Piga insiste “È sconcertante che nessuno si renda conto che il declino dell'Italia, che pare inarrestabile è dovuto anche all’aver governato per vent’anni questo Paese con le politiche economiche sbagliate”, quelle rigoriste sbugiardate dalla storia che hanno visto regole astruse franare di fronte alla realtà, vere politiche di sviluppo possibili solo fuori dai vincoli del rigore, Paesi come la Germania accorgersi per tempo degli errori rovinosi fatti in passato allo scoppio della pandemia.




Sommario

Grandi manovre per il Presidente della Repubblica: Berlusconi o Draghi?

Report Panoramica Paese: Settimana 48, 2021Prodotto il 10 dicembre 2021 alle 9.15

Trattato del Quirinale Francia- Italia siglato Venerdì 26 novembre 2021 a Villa Madama

“Nessun burocrate di Bruxelles confischerà la vostra casa se non è ristrutturata” e di classe G

L'ultimo volo di Alitalia: breve storia di un disastro dal 2008 al 2011



(The opposite of unfit Berlusconi). Per l’Economist il Paese dell’anno è l’Italia e Mario Draghi







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